Il capo della squadra mobile Michele Abenante promosso primo dirigente

Calabrese, 45enne, è a capo del reparto investigativo leccese dall'ottobre del 2010. Da allora ha coordinato una serie di importanti operazioni, compresi alcuni blitz con centinaia di arrestati per droga ed estorsioni

LECCE – Arriva un importante riconoscimento per il vicequestore aggiunto Michele Abenante, capo della squadra mobile di Lecce dal’11 ottobre del 2010: il consiglio d’amministrazione del Dipartimento della pubblica sicurezza l’ha scrutinato per la promozione alla qualifica di primo dirigente.

Calabrese, nativo per l’esattezza di Crotone, 45enne, Abenante ha coordinato alcune fra le maggiori operazioni svolte dalla polizia fra capoluogo e provincia. Diverse fra queste sono passate alla storia locale e non solo, per via del clamore suscitato a livello mediatico. Come l’attentato di via Imbriani, avvenuto nella notte fra il 1° e il 2 agosto del 2012, durante il quale morì un giovane che mise fuoco ai locali sottostanti il negozio “Sogni” di Lecce, provocando una tremenda esplosione che sventrò parte del palazzo. L’8 marzo, sotto la sua direzione, la squadra mobile chiuse il cerchio, arrestando presunti mandanti e svelando una messinscena, finita però in tragedia, con lo scopo di riscuotere i soldi dell’assicurazione.

Un’altra vicenda scottante e cruenta, l’omicidio del 2 agosto 2012 in piazza Palio, per il quale, a settembre la polizia strinse le manette ai polsi di un giovane leccese: avrebbe assassinato l’operaio sbagliato, volendo vendicarsi, secondo le ricostruzioni, dopo un alterco per una vicenda legata allo spaccio di stupefacenti. La storia finì sui giornali nazionali perché i colpi di pistola furono esplosi durante l’allestimento per un concerto di Laura Pausini, che fu ovviamente cancellato.

Fra i grandi blitz svolti in questi anni, poi, impossibile non menzionare l’operazione “Cinemastore”, conclusa nel gennaio del 2012 e per la quale sono già state emesse alcune sentenze, che ha smantellato le attività gestite da elementi di spicco criminalità salentina, quali i fratelli Giuseppe e Roberto Nisi e Pasquale Briganti, con una cinquantina di arresti, e l’operazione “Speed drug”, del marzo scorso, con oltre quaranta ordinanze di custodia cautelare per stroncare un vasto giro di spaccio gestito da tre distinti gruppi, con spartizione territoriale fra Lecce, Galatina e Arnesano.    

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