Cronaca

Il caso della scuola di Soleto: nessuna emarginazione, solo richiesta di aiuto

La vicenda del bambino affetto da un disturbo nasconde in realtà cause e negligenze ben precise da parte delle istituzioni

LECCE – Approda negli uffici giudiziari il caso dell’alunno di 10 anni di un istituto scolastico di Soleto affetto da un disturbo neuropsichiatrico. A portare all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda sono stati gli stessi genitori del bambino, dopo la “protesta” degli altri genitori che hanno deciso di far disertare in massa le lezioni ai figli.

Un gesto mirato non a emarginare il bambino, come riportato da alcuni organi di stampa ma bensì a sensibilizzare le istituzioni sul caso e principalmente a salvaguardare non solo i propri figli ma anche e soprattutto un bambino che ha bisogno di essere seguito e di continuare un percorso formativo adeguato alle sue esigenze. Loro preferiscono non commentare, prendono le distanze da quanto apparso sui giornali e vogliono evitare che si creino altre polemiche e che la vicenda sia affrontata nelle sedi opportune.

In realtà la vicenda è molto più complessa e ha avuto origine negli anni scorsi. Già a metà aprile, il caso è stato segnalato al dirigente scolastico, ai servizi sociali del Comune di Soleto e alla Asl di Galatina dopo che si erano verificati alcuni gravi episodi. Circa una settimana prima, infatti, i genitori di un altro bambino erano stati convocati d’urgenza a scuola poiché il loro figlio aveva perso conoscenza e, subito dopo, aveva accusato dolore toracico, sudorazione e tremore. Al pronto soccorso era riscontrato uno stata d’ansia reattivo accompagnato da un attacco di panico, consigliando tre giorni di riposo. A causare le lesioni era stata un’aggressione fisica e verbale da parte di un compagno di classe che gli aveva imbrattato i libri, lo aveva colpito con vari oggetti e infine lo aveva minacciato con una penna. Pochi giorni dopo accadeva un episodio analogo: il protagonista era sempre lo stesso, diversa solo la vittima, un bambino colpito al naso e all’occhio con un oggetto, tanto da provocare un vistoso ematoma all'occhio e sanguinamento dal naso, con intervento e referto, sempre del locale pronto soccorso. Si erano verificati altri episodi con lo stesso protagonista, il bambino affetto da disturbi comportamentali, che ripetutamente aveva aggredito fisicamente e verbalmente i compagni.

Una situazione che aveva avuto ripercussioni sugli altri alunni: in un caso con un trasferimento in un’altra sezione, e forti segni di nervosismo e di disagio nei rapporti interpersonali da parte degli altri. I genitori dei piccoli alunni, ormai esasperati, si erano rivolti all’avvocato Alessandro Stomeo per presentare una diffida (ovviamente non contro il bambino) al dirigente scolastico perché adottasse i provvedimenti necessari. Come previsto in questi casi il piccolo alunno era stato inserito in un percorso di “educazione Parentale” che prevedeva che l’alunno fosse ammesso a frequentare le lezioni all’interno della classe con l’assistenza di un insegnante di sostegno per soli due giorni a settimana, per i giorni residui l’alunno sarebbe stato invece assistito domiciliarmente.

Un percorso inspiegabilmente interrotto alla riapertura dell’anno scolastico 2016-2017, tanto da far insorgere nuovamente i casi di aggressione, divenuti anche più frequenti e non gestibili all’interno della classe considerata anche la fisicità del minore, molto più prestante rispetto ai suoi compagni. Da qui la protesta dei genitori, attuata alla vigilia del consiglio di classe, proprio per sensibilizzare le istituzioni a intervenire.

I genitori di 15 alunni si sono ora rivolti all’avvocato Stomeo, che ha presentato una querela alla Procura della Repubblica e una segnalazione al Tribunale per minorenni per accertare eventuali responsabilità penali, e verificare e prendere in carico la situazione di grave disagio che colpisce i minori presenti all'interno dell'istituto.

Un caso che, con ogni probabilità, poteva e doveva essere evitato e gestito in maniera diversa da chi di competenza, evitando traumi e ripercussioni ai piccoli alunni, vittima loro malgrado delle negligenze altrui. 

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