Cronaca

Il caso paradossale: evade per andare al lavoro, finisce dritto in carcere

Giorgio Piccinno, 25enne pizzaiolo di Scorrano, è stato arrestato di recente per spaccio e in passato coinvolto in altre vicende di droga. Aveva un permesso per recarsi dai domiciliari al lavoro. Ma vi è stato trovato anche in un giorno in cui il locale doveva essere chiuso. E s'è configurata l'evasione

SCORRANO – Lavora tanto, forse troppo. E questo gli costa caro. Molto caro. Tanto da finire in arresto. La vicenda ha un sapore paradossale, ma ovviamente va letta dall’inizio alla fine per capire come mai un pizzaiolo si ritrovi all’improvviso in carcere, trascinatovi dal posto di lavoro, cioè il locale gestito da suo padre.

Giorgio Piccinno, 25enne di Maglie, domiciliato a Scorrano, è un volto più che noto alle forze dell’ordine. Conosciuto nella sua cerchia anche come “Bambi”, è stato arrestato ai primi di luglio dello scorso anno nell’ambito dell’operazione “Rewind” dei carabinieri della compagnia di Gallipoli sullo spaccio di stupefacenti lungo il litorale jonico. Piccinno, nell’occasione, era stato uno degli otto destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare. Prima ancora, era finito anche nella morsa dell’operazione “Sacro Cuore” dei carabinieri della compagnia di Maglie e di recente condannato a cinque anni, sempre per questioni legate allo smercio di droga.     

PICCINNO Giorgio-2Rimessosi necessariamente in riga, dovendo scontare un periodo ai domiciliari, il giovane aveva ottenuto un permesso per assentarsi da casa, per motivi di lavoro, in determinate giornate della settimana. E però, durante un controllo dei carabinieri, è stato di recente trovato al lavoro in una giornata nella quale l’esercizio commerciale doveva restare chiuso per turno di riposo settimanale. In buona sostanza, s’è configurata una vera e propria evasione, perché la situazione è andata in pieno contrasto con le prescrizioni imposte.

Denunciato in quel frangente a piede libero, è stato poi colpito dal provvedimento di ripristino del carcere. E sabato pomeriggio i militari della stazione di Scorrano hanno dato esecuzione alla misura imposta dalla Corte d’appello di Lecce. 

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