Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Il caso Parlanti, un detenuto privato dei suoi diritti

Carlo Parlanti è di Montecatini, la sua ragazza, Katia Anedda, di Campi. E' lei che combatte per una causa incredibile. E da Lecce partono richieste anche a Maritati ed una lettera a Pellegrino

Carlo Parlanti e Katia Anedda (Avenal State Prison), marzo 2007-4

Carlo Parlanti, 43 anni è di Montecatini Terme. E' detenuto nel penitenziario di Avenal, in California per un reato che con ogni probabilità non ha commesso. La storia di Carlo s'intreccia con il Salento, perché è fidanzato da anni con Katia Anedda, che è di Campi Salentina, e lui, in provincia di Lecce c'è venuto spesso. Sogna di tornarvi, un giorno, per un tuffo nel mare della libertà. Un salentino quasi adottivo, Carlo. Ma soprattutto un italiano detenuto nell'alleata nazione americana e che però, secondo le accuse molto circostanziate che piovono da diverse parti, non riuscirebbe a godere dei più elementari diritti (https://www.carloparlanti.it).

Katia (nella foto insieme a Carlo) è fra le persone che più gli sono accanto in questa battaglia per l'assoluzione da un reato infamante, del quale l'uomo si dichiara da sempre innocente, al punto di aver rifiutato il patteggiamento: violenza sessuale ai danni di una donna statunitense conosciuta durante uno dei suoi spostamenti all'estero per lavoro. Parlanti fu arrestato in Germania. Era da poco rientrato nuovamente in Europa, e sempre per la sua attività di informatico. A sua insaputa era oggetto di un mandato di cattura internazionale e dopo una detenzione di 11 mesi nella nazione tedesca, fu estradato negli Stati Uniti. Come se non bastasse, Carlo è gravemente malato, ma non gli viene praticata alcuna cura. Soffre di epatite C, piorrea, sciatalgia, asma allo stato avanzato e forse anche di tumore ai polmoni e tubercolosi. Una condizione disumana e per la quale si trova in isolamento, in ospedale. Della sua storia ne hanno scritto e parlato in tanti. Anche LeccePrima s'è occupato in passato del caso, con un suo piccolo contributo (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=2124). L'onorevole Marco Zacchera, responsabile agli esteri di Alleanza nazionale e Renato Farina, in prima pagina, a fine agosto, su "Libero" hanno ricordato che ogni notte, ogni maledetta notte, in un dormitorio da 400 persone, quando si spengono le luci? E non c'è bisogno di andare avanti.

Cosa sta facendo la Farnesina per Carlo Parlanti? Poco, secondo la famiglia. Molto poco. Nadia Pacini Parlanti, la madre del detenuto, s'incatenò davanti al ministero di Grazia e giustizia, al tempo di Roberto Castelli. Da tre anni si attende vanamente l'azione dello Stato. E mentre si chiede a Massimo D'Alema che apra qualche spiraglio, dal Salento Katia Anedda chiede l'interessamento del sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati. Il leccese Carlo Infante, aderente dal 2005 al Comitato per la difesa di Carlo Parlanti, ha anche consegnato di persona sabato scorso una lettera al presidente della Provincia Giovanni Pellegrino (in allegato). Il Comune di Montecatini Terme, per parte sua, s'è mosso come ha potuto. Ha fatto appello a tutti i Comuni d'Italia perché aderissero ad una petizione in favore di Parlanti e per ora è stato appoggiato solo da quello di Savona.

Oggi del caso Parlanti s'è parlato per l'ennesima volta a Roma, in una conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio presso la sala stampa della Camera dei deputati e organizzata dall'onorevole Zacchera. Non casuale, come data, perché alla vigilia dell'udienza di Carlo Parlanti presso la Corte di Ventura, in California (che però è stata rinviata, come s'è saputo nella serata di oggi). Vi hanno partecipato i firmatari della petizione parlamentari di quasi tutti gli schieramenti politici, compresi i deputati italiani eletti all'estero. E poi: Ettore Severi, l'avvocato Giulia Bongiorno, Franco Londei di Secondoprocotollo (https://www.secondoprotocollo.org) l'organizzazione umanitaria impegnata nella difesa dei diritti umani che è in costante contatto con i consolati. Presenti, ovviamente, i familiari di Parlanti, la madre: Nada Pacini e Katia Anedda. "Mi appello al Ministro D'Alema affinché accerti come mai Carlo Parlanti venga detenuto in stato d'isolamento presso l'Ospedale di Bakersfield - ha commentato al termine dell'incontro l'onorevole Zacchera - e soprattutto come mai in questi giorni siano negati al nostro Consolato contatti e visite a Carlo Parlanti".

La lettera inviata a Giovanni Pellegrino -4

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