Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Il Consiglio di Stato dà il via libera alla discarica di Corigliano d’Otranto

Dichiarato inammissibile il ricorso di associazioni e Comuni contro la sentenza del Tar: ribadita la legittimità del piano di tutela delle acque regionali e della localizzazione dell’opera: per i giudici nessun danno alla falda

CORIGLIANO D’OTRANTO – Un via libera formale alla discarica di Corigliano d’Otranto: con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso d’appello proposto da numerose associazioni (Federconsumatori, Cittadinanza Attiva, Associazione Sud) unitamente ai Comuni di Melpignano, Soleto, Zollino e Castrignano dei Greci contro la sentenza del Tar di Lecce del 2010, la quinta sezione del Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata e redatta in forma accelerata, sembra mettere la parola fine sulla vicenda.

La precedente sentenza del tribunale amministrativo aveva affermato la piena legittimità del Piano di tutela delle acque della Regione Puglia, che aveva recepito la localizzazione e la fattibilità della discarica di servizio di Corigliano in precedenza autorizzata nell’ambito del piano regionale dei rifiuti e in corso di realizzazione da parte del gruppo Cogeam. Accogliendo le eccezioni difensive degli avvocati Pietro e Antonio Quinto, il Consiglio di Stato ha affermato l’inammissibilità della impugnativa finalizzata a mettere in discussione la scelta localizzativa della discarica, rilevando che, a seguito dell’approvazione del progetto definitivo della stessa, con decreto del commissario delegato per l’emergenza ambientale del 2008, “l’assetto di interessi con tale atto definito è perciò divenuto intangibile”.

Il Consiglio di Stato ha peraltro dato atto come nel precedente procedimento localizzativo ed autorizzativo vi sia stata una rivalutazione delle esigenze di salvaguardia della falda acquifera della zona interessata. I rappresentanti legali della Cogeam hanno documentato e dimostrato come nel lungo iter di approvazione del progetto della discarica siano state effettuate approfondite indagini idrogeologiche sulla base delle indicazioni dell’ente Acquedotto Pugliese, dell’Arpa e della struttura commissariale e come si sia pervenuti ad un ridimensionamento dell’impianto sia in termini di volumetria, sia in termini di destinazione, essendo stata limitata l’attività della discarica solo alle esigenze di “servizio” (rifiuti trattati) e non più di “soccorso” (rifiuti indifferenziati).

Commentando la decisione, l’avvocato Quinto ha sottolineato come, al di là degli aspetti giuridici e formali, sia a livello di Tar che di Consiglio di Stato “sia emerso in tutta evidenza come la discarica di Corigliano, posta ad un chilometro dai punti di captazione dell’acqua, non possa arrecare alcun nocumento alla falda acquifera del Salento”.

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