Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Il faro dietro le quinte delle tv locali: stipendi mancanti e diritti a rischio

Secondo la denuncia di Slc Cgil ed Assostampa, L'Atv, Canale 8 e Telerama non pagano lo stipendio ai dipendenti da mesi. "Una situazione drammatica su cui è calato un clamoroso silenzio". Il sindacato chiede incontro al prefetto

 

LECCE - A sorpresa, ad appena due giorni dal voto delle prossime amministrative, si affaccia la protesta dei lavoratori delle emittenti locali salentine che, un po’ alla chetichella, uno alla volta, si sono rivolti ai sindacalisti Cgil per scoperchiare il vaso di pandora delle tv locali, dopo che uno di loro, Vincenzo Siciliano, cameraman di Canale 8, s'è eposto pubblicamente. 

Vetrine in cui i politici sfilano a proprio agio, finestre che si affacciano sul territorio, contenitori di divertimenti e lustri. Ma soprattutto una compagnia quotidiana per i telespettatori ignari del super lavoro che costa la messa in onda  quotidiana, fatta di turni serali e festivi per giornalisti ed operatori e reperibilità notturne per i cameraman. “Ore in più mai retribuite, come se fosse la norma. Il problema è storico perché i lavoratori, negli anni, hanno sottoscritto contratti di tutti i tipi, che niente avevano a che fare con i parametri del contratto nazionale della categoria”, taglia corto Salvatore Labriola del sindacato dei lavoratori della Comunicazione della Cgil.

Conti alla mano, “i dipendenti di Canale 8 non percepiscono lo stipendio da novembre, quelli de l’Atv da 9 mesi e Telerama è arrivata a tre mesi di ritardo”. Una realtà drammatica e sulla quale sarebbe calato un preoccupante silenzio. “Di comodo”, aggiunge il sindacalista perché in ballo ci sarebbero “sia la voglia di emergere a tutti i costi dei giovani che da sempre caratterizza il mondo dello spettacolo, sia l’interesse dei politici che non hanno intenzione di inimicarsi le tv”.

Eppure all’improvviso, si accende un faro sul “dietro le quinte” delle tv locali con Assostampa interviene in modo perentorio denunciando “la grave situazione dei giornalisti delle emittenti Telerama e Canale 8, ai quali da diversi mesi non vengono corrisposti gli stipendi. La crisi economica, pure innegabile, non può giustificare in alcun modo il comportamento dei due editori, che per assurdi e incomprensibili motivi di immagine continuano a evitare qualsiasi forma di confronto con i dipendenti e con le rappresentanze sindacali per la ricerca di soluzioni a sostegno dei redditi e per la salvaguardia dei posti di lavoro. Intollerabile è poi la situazione di Canale 8, dove risultano numerosi situazioni di lavoro irregolare. Si tratta di fatti per lo più noti, ma sui quali va registrato l'imbarazzante silenzio di tutti, a cominciare dalla maggioranza dei politici locali impegnati nelle passerelle elettorali di questi giorni”.

Il segreto di pulcinella è rimbalzato fino alle orecchie delle agenzie di stampa nazionali, come l’Ansa e ora Cgil cerca di tirar su un legittimo polverone, richiedendo un incontro con il Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta e l’intervento diretto di tutte le istituzioni, in primis la Regione Puglia, fino a tutti i candidati sindaco.

“La progressiva perdita di tutti i diritti fondamentali sul posto di lavoro è una situazione preoccupante. E non giustificabile  da motivazioni economiche, alla luce anche del fatto che le emittenti salentine risultano destinatarie di sostanziosi finanziamenti pubblici, come contenuto nella delibera del Corecom Puglia del 4 aprile scorso, dove i requisiti per accedere ai contributi pubblici è la regolarità dei rapporti di lavoro e della contribuzione” spiega il sindacato.

“Nella suddetta delibera si legge chiaramente che Telerama è destinataria di quasi 3 milioni di euro, L’Atv di 338 mila euro e Canale 8 è stato ammesso con riserva – aggiunge Labriola – Parliamo di televisioni commerciali che dovrebbero assumersi un minimo di rischio imprenditoriale. Stanno forse aspettando i soldi pubblici per pagare i loro dipendenti?”.

La strada dei decreti ingiuntivi di pagamento, per ora, non è quella scelta da Slc Cgil che vorrebbe coinvolgere i lavoratori in un’iniziativa di protesta ad effetto: bloccare le dirette televisive delle prossime elezioni amministrative.

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