Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Gallipoli

Il geologo: "Antica cava forse la causa della voragine"

Dopo l'incredibile smottamento del terreno verificatosi ieri sera in via Firenze a Gallipoli, si cerca di comprendere i motivi che hanno prodotto la spaccatura della strada larga 15 metri e profonda 8

Il giorno dopo la voragine apertasi improvvisamente a Gallipoli su via Firenze (per l'articolo di ieri, consultare questo link: https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=843) ci si interroga sulle cause che hanno potuto sollecitare con tale intensità il terreno, tanto da creare una spaccatura sulla strada larga 15-20 metri e profonda 8. Fortunatamente la frattura verificatasi ieri alle 19, non lontano dal Municipio, ha interessato solo tre auto che si trovavano parcheggiate lungo i bordi della carreggiata, tutte inghiottite dallo sfaldamento.

"La zona di Gallipoli interessata dal fenomeno fa parte di tutta un'area che si estende verso la contrada 'Nadonna delle grazie', in direzione di Alezio - spiega Mario Stani, geologo - ed era una zona assai sfruttata per l'estrazione del carparo, una pietra affine alla pietra leccese ma che si differenzia da questa per essere molto più porosa e friabile. Quindi, uno dei motivi per cui si è verificato improvvisamente lo smottamento del terreno in via Firenze, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi, è la probabile presenza nelle vicinanze di un'antica cava scavata all'epoca per l'estrazione del carparo, pietra assai utilizzata in quella zona del Salento per l'edilizia".

"A fine Ottocento la tecnica impiegata per l'estrazione del carparo era 'sottorrenea' - continua il geologo - vale a dire che si asportava materiale come se si fosse trattato di uno scavo in miniera. Va da sé che con un simile procedimento estrattivo, venivano naturalmente a crearsi lungo il camminamento nel sottosuolo volte simili a quelle dei soffitti nelle costruzioni d'epoca, la cui sommità, alla fine, risultava relativamente distante dal terreno di superficie. E' probabile, pertanto, che dove si è verificata la voragine sussista una situazione del genere, una vecchia avaca di cui si era smarrita ogni traccia e che a causa della pioggia, o per rottura o scorrimento dei blocchi di roccia, il terreno ha ceduto".

Ma come si può evitare il verificarsi di simili incidenti? "Bisognerebbe realizzare una mappa delle antiche cave e accertarsi delle zone a rischio, ma non è cosa facilissima. Oggi - conclude Stani - l'estrazione avviene nelle cave a cielo aperto, motivo per il quale in quelle zone non ha senso costruire perché abbiamo tutto sotto gli occhi".


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