Cronaca

Il gesto vile di una pianta strappata: ricordava Nicolò, morto a 17 anni

Voluta da genitori e amici nel parco Don Di Nanni, dove trascorreva le serate. Scomparve nel 2014 in un tragico incidente in moto

LECCE – Quella pianta ha un valore commerciale di una decina di euro. Ma quello affettivo supera tutto l’oro del mondo. Collocata su un grosso sasso al centro di un parco, è il simbolo dei legami che non si spezzano, dei fili invisibili e indivisibili che legano per sempre mamma, papà e gli amici più cari a Nicolò, andatosene via troppo presto, a 17 anni, ma presente ogni giorno nei gesti quotidiani di chi l’ha cresciuto, conosciuto e amato.

Aveva un cuore grande, Nicolò, e forse lui saprà persino perdonare, da lassù, chi si è reso artefice di un simile gesto, per il quale non ci sono aggettivi. Ma chi si trova oggi, qui, con il pensiero rivolto a lui, è colmo di frustrazione e ne ha ben ragione. Un furto, un atto di vandalismo, sono gesti che fanno sempre male a chi li subisce in prima persona e che offendono la comunità intera. Il furto di un simbolo così grande, così importante, è anche insensato e ignobile, perché ferisce i sentimenti.

Quella piantina si trovava sul grosso masso al centro del parco Don Natale Di Nanni, nel rione Salesiani, dove Nicolò De Pascalis ha trascorso tante serate felici in compagnia degli amici, sognando un futuro radioso che, purtroppo, s’è interrotto quella maledetta sera di tre anni or sono. Era in sella alla sua moto Ktm 125, quando, in via Rocco Scotellaro, avvenne lo schianto che gli spense gli occhi. Era il 27 maggio del 2014.

18198750_1478787575506657_194008124704914590_n-2 Fu un’immensa tragedia. Lo è sempre negli incidenti stradali, ma è un sentimento che si amplifica a dismisura quando scompare un ragazzo così giovane, perché ci si immedesima nella famiglia, nei genitori. E se fosse stato mio figlio? E se fosse stato mio fratello? E fa ancor più rabbia pensare che solo ieri s’è spezzata un’altra giovanissima vita sulle strade, in questo caso del basso Salento.

Sabrina e Giampiero, i genitori di Nicolò, così come tutti gli amici e i compagni di scuola del “Carnaro”, istituto nautico di Brindisi dove il giovane leccese studiava, non si sono però chiusi nel silenzio, dopo quel giorno, e con tante, piccole iniziative, hanno tenuta sempre viva la fiamma del ricordo.

Continua a essere aperta e frequentata la pagina Facebook di Nicolò. E, nel gennaio scorso, dopo due anni di carte bollate e trafile, finalmente l’inaugurazione di quello spazio nel parco, molto sobria e poco pubblicizzata, intima, ma comunque partecipata da chi gli voleva bene. Un piccolo monumento voluto soprattutto dagli amici di Nicolò. Ma ora, la piantina è sparita. “Fra le 18,30 e le 19 di ieri pomeriggio”, ci racconta per telefono il papà, Gianpiero. “Proprio nell’ora in cui avvenne l’incidente, quasi tre anni fa. Sapete, il 27 saranno trascorsi tre anni esatti”. Probabilmente una pura coincidenza, l'orario, ma circostanza che rende il tutto ancor più sinistro e ingiusto, specie agli occhi di un genitore. 

All’autore di quest’atto: se sta leggendo, si ravvedesse. Una pianta strappata può provocare più dolore di quanto si creda. Ci sono mille modi di ravvedersi. Può rimediare, se davvero lo vuole, anche in forma anonima, restituendo ciò che ha tolto. Per te, solo una piantina da pochi soldi. Per altri, un tesoro inestimabile.  

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