Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Il gip sul pm Arnesano: "Un criminale senza alcun rispetto della legalità"

Nelle 76 pagine dell'ordinanza il giudice tratteggia l'esistenza di un sistema di malaffare al cui vertice ci sono il magistrato e Siciliano

LECCE – “La capacità criminale di Arnesano è dimostrata anche dalla gestione anomala di diversi procedimenti penali, commessa, con disinvoltura, su richiesta di amici: questi può essere considerato un criminale molto versatile in quanto abituato ad abusare di qualsiasi potere gli sia attribuito”. Un criminale abituale, è così che il gip del Tribunale di Potenza, Amerigo Palma, tratteggia il pubblico ministero di Lecce Emilio Arnesano nell’ordinanza di custodia cautelare che lo ha portato in carcere per corruzione in atti giudiziari e abuso d’ufficio. “Ciò dipende – scrive il giudice – dal fatto che non ha alcun rispetto della legalità: l’intera sua condotta è piegata esclusivamente al raggiungimento di scopi illeciti, a commettere favoritismi a favore di conoscenti e amici”. Il gip sottolinea, inoltre, come la probabile reiterazione dei reati contestati emerga, attraverso la recente attività d’indagine, dal fatto che stia “programmando di interferire sullo svolgimento delle prove scritte per l’esame di avvocato sessione 2018 e su procedimenti nella titolarità di colleghi”. Per il giudice vi è “una propensione costante a delinquere del magistrato ed il suo inserimento, quale perno del sistema, in un più ampio contesto di malaffare”.

Un sistema di cui, secondo gli inquirenti, fanno parte anche Carlo Siciliano, dirigente della Asl di Lecce, e l’avvocato Benedetta Martina. Per il gip Siciliano assume, insieme ad Arnesano, una posizione apicale: “E’ l’amico di Arnesano, colui che con Arnesano ha il rapporto più diretto e che, di volta in volta, si adopera in prima persona affinché il pm eserciti le sue funzioni in modo da favorire l’uno o l’altro dei suoi colleghi coinvolti in procedimenti penali. Siciliano è insieme ad Arnesano l’artefice di questo sistema, costituisce il “trait d’union” tra il comitato d’affari della sanità leccese e il magistrato infedele”.

L’avvocato Martina, invece, è “protagonista insieme ad Arnesano di un sistema di scambi di favori, in cui la donna offre puntualmente sesso al pm in cambio della definizione di procedimenti penali in modo a lei favorevole; mantiene tale condotta con grande disinvoltura non mostrando alcuna remora etica. Per la donna è normale fare carriera in questo modo; si presenta da Arnesano impreparata sui procedimenti per i quali chiede aiuto sapendo che la definizione del procedimento dipende esclusivamente dagli incontri sessuali e dalle effusioni scambiate con lui. La mancanza di qualsiasi etica e la normalità con cui l’avvocato Benedetta Martina adotta il suddetto approccio è sintomatica del fatto che lo stesso schema potrebbe ripeterlo con chiunque altro”. Parole che pesano come macigni nella vicenda giudiziaria del legale di Copertino, da cui dovrà difendersi nel corso dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip.

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