Cronaca

"Il giudice mi dà ragione, il Comune non mi rimborsa"

Il paradosso: il giudice di pace annulla il verbale inflitto ad un leccese ed elevato dagli ausiliari del traffico. Ma la municipale non restituisce i soldi perché "non è specificato nella sentenza"

"Il giudice di pace mi ha dato ragione. Ho vinto la causa. Ma il Comune non vuole restituirmi comunque i soldi che ho speso per la rimozione dell'auto. E' paradossale, non si rispetta neanche una sentenza. Ora dovrò rivolgermi ad un avvocato". E sì, perché Valentino De Luca, bibliotecario leccese di 61 anni, il primo giro l'ha fatto da solo. "Ho dimostrato che un cittadino che ha subito un torto può avere giustizia senza per forza rivolgersi ad uno studio legale". Sarà vero o è un miraggio? Sta di fatto che il secondo giro sulla ruota della rimozione coatta dovrà farlo, appunto, insieme ad un legale. "La vicenda purtroppo non finisce qui - spiega -, anche se sembra incredibile, e così sono costretto ad andare da un avvocato per far valere ulteriormente le mie ragioni. E questo, nonostante una sentenza a mio favore?". De Luca è sconcertato e decide di rivolgersi a LeccePrima per raccontare la sua storia. Luigi Piro, giudice di pace della sezione civile di Lecce, ha accolto positivamente il ricorso avanzato da De Luca, annullando un verbale del Comune di Lecce, che tuttavia risponde 'picche': niente soldi in restituzione. La sentenza è stata emessa l'11 luglio scorso e depositata presso la cancelleria il 14 dello stesso mese.

A tutt'oggi, De Luca non ha però ancora ricevuto neanche un euro e, a quanto pare, mai ne riceverà. Il 2 novembre scorso il dirigente del comando del corpo di polizia municipale di Lecce, Raffaele Urso, gli ha risposto con una breve lettera che "con riferimento alla Vostra richiesta del 22/10/07 [?] si specifica che in data odierna questo ufficio ha provveduto all'archiviazione del verbale in oggetto indicato in ottemperanza alla sentenza del giudice di pace di Lecce numero 4959 del 14/07/07". E fin qui tutto ok, sennonché, subito dopo la lettera precisa: "Nulla è specificato in merito alla restituzione delle spese sostenute per la rimozione del veicolo e pertanto la richiesta di rimborso non può essere accolta". Per De Luca la vicenda ha dell'assurdo. "Se ho vinto la causa, i soldi mi devono essere restituiti. Mi sembra automatico, non è che il giudice di pace debba scriverlo a chiare lettere". E' anche una questione di principio, la sua, "un modo per aprire gli occhi anche agli altri automobilisti leccesi, che spesso vengono multati dagli ausiliari del traffico quando questo non dovrebbe accadere". Al comando chiede dunque la restituzione di "71,77 euro, pari alle spese sostenute per rientrare in possesso della mia auto, una Citroen, rimossa a seguito dell'emissione di un verbale (esattamente il numero A 166799 del 28 dicembre 2006, Ndr) che è stato annullato per effetto della sentenza del giudice di pace".

Il 28 dicembre scorso De Luca si vide rimuovere in città per divieto di sosta la Citroen da parte degli ausiliari del traffico, con tanto di sanzione pecuniaria e due punti di decurtazione dalla patente di guida. Da parte del bibliotecario leccese arrivò la contestazione del fatto che, come appare scritto negli atti del processo, "oltre ad uno stato di necessità che l'aveva costretto a commettere l'infrazione, sosteneva la mancanza di legittimazione da parte degli ausiliari del traffico del potere di elevare contravvenzioni per violazioni che esulassero da quelle relative all'ambito di propria stretta competenza e, precisamente, riguardanti la sosta interessante l'area oggetto della concessione". Facendo un po' di pulizia nel rigido linguaggio giuridico, sarebbe come dire che il potere degli ausiliari è limitato alle aree da loro controllate, quelle con le strisce blu.

Lo stesso giudice di pace, annullando il verbale inflitto a De Luca, cita il fatto che "il legislatore ha puntualizzato che le funzioni riguardano soltanto le 'violazioni' in materia di sosta' e 'limitatamente alle aree oggetto della concessione'". Ad esempio, nessun potere di elevare multe di fronte ad un passo carrabile o un divieto di sosta e di fermata. E' infatti ancora spiegato nella sentenza che "per fare chiarezza sul punto è intervenuto il ministero dell'Interno con due circolari" le quali ricordano che "personale dipendente delle società di gestione dei parcheggi risulta essere privo di competenza considerato che assumono figura di 'aiutanti' degli agenti di polizia municipale, ma non possono essere 'alter ego' di essi e come tali non paiono muniti della stessa competenza". Ricorso accolto, dunque. Ma nessun rimborso. La municipale di Lecce cita a sua volta la sentenza e dice: "Nulla è specificato in merito alla restituzioni delle spese sostenute per la rimozione del veicolo". Ed ora, il secondo round.

De Luca chiede i soldi...

...il comando della municipale risponde "picche"

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