Cronaca Gallipoli

Il killer pentito: Padovano voleva uccidere Barba

Il senatore sarebbe stato d'ostacolo all'ingresso in politica di Rosario Padovano, nei confronti del quale Barba avrebbe avuto numerose riserve. Da qui il disegno di uccidere l'ex sindaco di Gallipoli

Vincenzo Barba durante un convegno politico.

GALLIPOLI - Rosario Padovano voleva uccidere Vincenzo Barba. La sconcertante rivelazione arriva dal carcere dove si trova rinchiuso Carmelo Mendolia, colui che per sua stessa ammissione è stato l'esecutore materiale dell'omicidio del boss Salvatore Padovano, nei confronti del quale il pentito sparò quattro colpi di pistola che uccisero Nino "Bomba" davanti alla pescheria "Paradiso del mare" il 6 settembre dello scorso anno.

Mendolia, che con le sue rivelazioni ha permesso di identificare come mandante dell'omicidio il fratello del boss, ha detto anche che Rosario aveva sentenziato una condanna di morte anche per la moglie di Salvatore e per il senatore gallipolino Vincenzo Barba, che fortunatamente non vennero portati a termine, quello dell'ex sindaco e attualmente deputata era stato pianificato per la scorsa estate.

Secondo i piani, si sarebbe dovuta inscenare una rapina ai danni dell'imprenditore, data la sua posizione soggetto particolarmente predisposto a questo genere di agguati, ed anche il periodo sarebbe stato scelto con attenzione: l'estate, quando Gallipoli diventa una delle mete turistiche più gettonate d'Italia, le strade pullulano di gente e per il killer sarebbe stato più facile riuscire a celarsi.

Ma perché doveva morire Vincenzo Barba? Che cosa aveva fatto, qual'era la logica criminale da assecondare con l'eliminazione di un personaggio così illustre e così potente? Sempre stando quanto riferito da Mendolia, il senatore sarebbe stato d'ostacolo all'ingresso in politica di Rosario Padovano, nei confronti del quale Barba avrebbe avuto numerose riserve.


Da qui il disegno di uccidere l'ex presidente del Gallipoli calcio, sempre per mano di Mendolia. Il pentito ha spiegato anche agli inquirenti come Rosario avesse deciso di uccidere il fratello perché lo riteneva una presenza "ingombrante", e come mirasse ad ottenere il controllo del traffico di stupefacenti, attività che invece Salvatore aveva scelto di abbandonare per addentrarsi nel mondo delle aste giudiziarie. E proprio da qui potrebbero emergere nuovi scenari.

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