Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Il mistero della morte in Egitto di una mediatrice culturare salentina

Delia Piscopo, con passaporto svizzero, ma origini di Parabita, era convolata a nozze alcuni anni addietro con un uomo di Hurgada. Nella città sul Mar Rosso viveva e lavorava. La morte risale al 19 maggio. Sul caso aperta un'inchiesta e disposta l'autopsia

Un'auto dei carabinieri e, sullo sfondo, uno scorcio di Parabita.

PARABITA – Una storia avvolta dal mistero che la lontananza e il riserbo delle autorità non aiutano per il momento a chiarire. Una storia che arriva da Hurgada, capoluogo del governatorato del Mar Rosso, in Egitto, e che vede al centro una giovane parabitana trovata priva di vita nella sua abitazione. Si chiamava Delia Piscopo e viveva ormai da alcuni anni nella nota località turistica. Di professione mediatrice culturale, sul web si trovano ancora tracce dei suoi lavori. Soprattutto nel campo delle traduzioni. Conosceva in modo fluente sei lingue.

La vicenda è giunta alle cronache tramite un articolo apparso oggi sull’edizione di Lecce de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. La donna, sposata con un uomo del posto e madre di due bambini, è deceduta il 19 maggio scorso. Che dietro vi possa essere una situazione poco chiara sembra confermato da due aspetti, e cioè che le autorità egiziane hanno avviato un’inchiesta e che sul corpo della donna è stata disposta un’autopsia. Insomma, si cerca di fare chiarezza, perché non è da escludere che la vicenda possa nascondere una morte violenta.

Anche se nata a Berna e con passaporto svizzero, Delia Piscopo continuava a mantenere contatti con il Salento. Dopo il matrimonio, che aveva contemplato anche l’aver abbracciato la religione musulmana, anche la madre era andata a vivere in Egitto. Saranno ora le indagini a cercare di far breccia in questa vicenda, in cui le informazioni, per ora, restano scarne.      

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