Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Il monito del neo capo: "La Scu si sta riorganizzando"

Ora è ufficiale l'investitura di Cataldo Motta come procuratore capo della Repubblica. Continuerà a ricoprire l'incarico presso la DDA. E ammonisce: "Rimane alta l'attenzione contro la criminlità"

Si è insediato ufficialmente il nuovo Procuratore-capo della Repubblica Cataldo Motta con una cerimonia in pompa magna svoltasi in mattinata in una Corte d'Assise gremita di autorità. 63 anni, visibilmente emozionato, Motta ha promesso grande impegno per un incarico difficile, delicato, garantendo nel contempo gli stessi, medesimi sacrifici nella lotta alla criminalità. Da otto anni, a capo della Direzione Distruttuale Antimafia, per Motta arriva un nuovo incarico, "riconosciuto dall'affetto di tutti i sostituti procuratori" ha rimarcato nel suo intervento il procuratore aggiunto della Repubblica, Ennio Cillo. Il Presidente del Tribunale di Lecce, Alessandro Tuccari, ha voluto rimarcare la figura di don Attilio Motta, padre del neo numero uno dei magistrati, "edificante esempio della vecchia magistratura leccese". Sbentr a Rosario Colonna.

A margine, Cataldo Motta ha incontrato la stampa, fornendo spunti di riflessione su indagini delicate. Dopo aver rassicurato di voler continuare a guidare la Direzione Distrettuale Antimafia (che comprende le province di Lecce, Brindisi e Taranto) il procuratore-capo si è soffermato sui nuovi assetti della criminalità organizzata in provincia di Lecce, scossi dall'omicidio eccellente del boss di Gallipoli, Salvatore Padovano. Per Motta, ci sarebbero segnali di una ripresa delle attività illegali, in particolare legate ai fenomeni delle estorsioni e dell'usura dopo alcuni anni di apparente tranquillità alimentati anche dalla crisi economica su scala nazionale.


Nell'anno ormai prossimo ad andare in archivio, si sono registrati altri due omicidi. L'assassinio di Giorgio Romano, presunta vittima del sottobosco delle aste giudiziarie e il truculento agguato in cui è caduto il consigliere provinciale Peppino Basile ad Ugento. Due fascicoli bollenti, il primo sulla scrivania del sostituto procuratore Francesca Miglietta, il secondo sul tavolo del pm Giovanni De Palma. Per Motta, la galassia delle aste truccate è un fenomeno arcinoto e l'attenzione della magistratura rimane alta così come per comprendere scenari, movente e sicari del delitto Basile, ancora poco chiaro per essere decifrato con precisione.

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