Cronaca Andrano

Il Parco sarà parte civile contro tutti i roghi dolosi

L'ente Parco Otranto-Santa Maria di Leuca ribadisce l'esigenza di un maggior coordinamento tra pubblico e privato e la permanenza di tutti i vincoli paesaggistici sulle aree colpite dai ripetuti roghi

Un fireboss durante un intervento.

ANDRANO - Non si può dire che dal punto di vista degli incendi boschivi l'estate sia iniziata nel migliore dei modi. Decine sono già i roghi che vigili del fuoco e volontari hanno dovuto domare - tra gli altri quello al bosco di Rauccio, circa un mese addietro (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28329) - non senza grosse difficoltà come anche nell'ultimo caso. Tra il 20 e il 21 luglio sono andati in fumo dieci ettari nel Parco naturale regionale "Costa Otranto - Santa Maria di Leuca - bosco di Tricase". Quasi diciotto ore a combattere contro le fiamme fino a che, grazie anche all'intervento di un Canadair, non è stato spento anche l'ultimo, ostinato, focolaio (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28971).

Sono stati necessari ben quindici lanci per arrestare l'avanzamento del fronte di fuoco, circoscriverlo e infine domarlo ma tutto ciò non è stato sufficiente ad evitare la "strage" di uno dei tratti più belli del parco naturale. Mentre proseguono gli interrogativi - se cioè ci sia stato un ritardo nell'organizzazione di un intervento adeguato all'effettiva gravità dell'incendio - interviene il presidente dell'ente Parco, Nicola Panico, per mettere in evidenza come qualcosa di concreto si stia sta facendo.

"L'idea del comitato esecutivo è che la miglior prevenzione incendi è la manutenzione programmata delle aree verdi. Ovvio che alle azioni intraprese dall'ente dovrebbero seguire interventi precauzionali più capillari da parte dei proprietari privati dei terreni, nonostante ciò non sia sempre agevole causa l'ubicazione , talvolta impervia, degli appezzamenti. In proposito, il comitato esecutivo del Parco ha sempre dimostrato e confermato, tramite campagne di informazione e sensibilizzazione, la massima disponibilità ad intervenire sinergicamente con i privati, per facilitare loro operazioni di manutenzione sia tramite il coinvolgimento di tutti gli enti necessari sia fornendo direttamente la doverosa assistenza".

"Da parte del Parco" aggiunge Francesco Minonne, componente del comitato di gestione, " lo sforzo di ridurre il rischio incendi è costante : grazie ad un finanziamento di 30 mila euro erogato dalla Provincia, è stata appena ultimata la pulizia di alcuni tratturi comunali e con essi di importanti aree boschive come quella delle vallonee di Tricase; servirebbe, tuttavia ,un piano di protezione in tutte le aree simili, macchie e pinete, in gran parte private, per le quali è necessario creare fasce tagliafuoco perimetrali e sorveglianza contro i piromani. Tali azioni preventive, previste per il suolo pubblico dovrebbero diventare una buona prassi anche per i privati, in tali casi non esenti da responsabilità". Proprio quest'anno sono stati dati pareri favorevoli ed assistenza diretta all'applicazione del "Fuoco prescritto" per la creazione di fasce tagliafuoco e la protezione di nuclei di pineta, in altri anni già oggetto di incendi. Ciò è avvenuto in concorso con i privati e con la collaborazione preziosa della guardia forestale.

Contro l'inesorabilità delle fiamme servono maggiore efficienza e coordinamento tra pubblico e privato, oltre che mezzi finanziari e materiali più adeguati. Tra cause accidentali e roghi appiccati da piromani e speculatori, vigili del fuoco e volontari sono sempre costretti ad arrancare, nonostante il coraggio e la generosità su ogni intervento. Che spesso avviene in aree già colpito in precedenza dalle fiamme. I responsabili del parco ribadiscono che "le fiamme non serviranno a distrarre le aree dai vincoli che tutelano il nostro patrimonio paesaggistico" e che lo stesso ente, come le altre istituzioni, si costituirà parte civile in tutti i reati ambientali che minacciano natura e cittadini.

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