Cronaca

Il 'pasticcio' delle pulizie delle scuole. Ex Lsu ancora senza stipendio

Non trovano pace i dipendenti delle aziende subappaltate da Dussmann, vincitrice della gara nazionale Consip: stipendi mancanti, lavoratori messi in banca ore, mancata dotazione dei dispositivi di sicurezza e persino dei detersivi. Infuria la protesta

LECCE - Il 'pasticcio' della gara Consip continua a far sentire i propri effetti a distanza di mesi. Tant'è vero che gli addetti alle pulizie delle scuole (oltre 700 nella sola provincia di Lecce) sono tornati farsi sentire sotto i portoni della prefettura del capoluogo per poi recarsi direttamente in questura.

Dal marzo 2013, infatti, data in cui presso il Miur furono firmati gli accordi per risolvere il problema occupazionale conseguente alle riduzioni degli affidamenti derivante (appunto) dalle gare Consip, i disagi per gli ex lsu non sembrano essersi ridotti. Anzi, si è punto e a capo.

I lavoratori sono tornati a lamentare i consueti ritardi sull'erogazione degli stipendi: quello di luglio, agosto e la quattordicesima mensilità dell'anno 2013. Le aziende responsabili dei mancati pagamenti sono quelle subappaltate da Dussmann Service srl, vincitrice in Puglia dell'appalto delle pulizie e dei servizi tesi al mantenimento del decoro e della funzionalità degli immobili. Quindi le società Sourceland, Pdi e Leader Service.

Sulle tre aziende, secondo il sindacato Fsi, ricade anche la colpa di non aver pianificato l'organizzazione del lavoro in modo conforme a quanto previsto da quell'accordo firmato a Roma dai tre sindacati  (Cgil, Cisl e Uil) e relative categorie.

"Lamentiamo da mesi gli effetti negativi di quella soluzione – rammenta Dario Cagnazzo, segretario del sindacato autonomo – giacché si è deciso di coprire il taglio del 60 percento, previsto nella gara nazionale giocata al massimo ribasso, aggiungendo 450 milioni provenienti dai fondi europei per la manutenzione delle scuole ed altri 150 milioni della cassa integrazione. La procedura, peraltro, ci sembra illegittima e di questo interesseremo direttamente la magistratura".

Per giunta, a detta del sindacalista, si sarebbe potuto procedere sin dall'inizio con la stabilizzazione l (e quindi l'assunzione diretta) di tutti i lavoratori impiegati nei cosidetti appalti storici: "Quei 290 milioni dati all'azienda Dussmann, invece, hanno comportato una riduzione del 60 percento sul monte ore e sullo stipendio, al punto che si sono dovute trovare ulteriori risorse per impedire lo scivolamento sotto la soglia di povertà".

ex lsu (2)-2-2La lunga serie dei disagi non può dirsi neppure completa: "Siamo gli schiavi del III millennio – denuncia una signora -. Abbiamo fatto una formazione professionale di appena tre ore e non ci hanno fornito né i dispositivi di sicurezza né i detersivi per pulire gli istituti scolastici".

Il risultato finale è quello che le lavoratrici si sarebbero presentate indossando infradito per pulire i locali e le aule ed utilizzando, esclusivamente, l'acqua corrente. "Già a partire dal primo mese della nuova gestione si é capito che non sarebbero state mantenute le medesime condizioni economiche e contrattuali della gestione precedente, come previsto dagli accordi nazionali", aggiunge Cagnazzo.

La cooperativa Sourceland, in particolare, avrebbe inserito in "banca ore" oltre 90 lavoratori su 120, lasciandoli a casa e senza stipendio dal 23 agosto, e interpretando in maniera del tutto diversa l'uso di quest'istituto che, in base a quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro, dovrebbe essere invece  sporadico.

Non soltanto, quindi, allo stato attuale risulterebbero impiegate meno persone, ma la stessa società sembrerebbe sul punto di cedere 36 lavoratori. "Domani incontreremo i vertici dell'azienda ma è chiaro che se intendono rimane sull'appalto non devono licenziare neppure una persona e devono pagare tutte le spettanze arretrate", precisa Cagnazzo. Anche la Leader Service, secondo quanto racconta il sindacalista, starebbe sul punto di andare via e di chiedere l'attivazione di un tavolo per la cessazione dell'appalto. 

Un vero pasticcio, dunque, che si ripete determinando un crescente malcontento. "Evidentemente esistono tutte le condizioni per chiedere il recesso del contratto all'azienda Dussmann da parte del governo – conclude il sindacalista -. E non può passare sotto silenzio l'anomalia per cui le sono stati affidati altri servizi, dopo l'aggiudicamento dell'appalto, senza indire una gara pubblica e per colmare il ribasso iniziale".

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