Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Il pg: la Cittadella della giustizia sorgerà sui terreni confiscati alla Scu

L'importante novità è stata annunciata durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Martedì la Giunta approverà il protocollo d’intesa tra il Comune e il ministero della Giustizia

LECCE – Da anni se ne discute, fra proposte e ipotesi che non sono mai approdate a nulla di concreto. Ora la Cittadella della Giustizia sembra diventare una realtà. Durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, infatti, il procuratore generale Antonio Maruccia ha annunciato una importante novità, l’individuazione dei terreni sui quali sorgerà il nuovo polo della giustizia.

“Un nuovo palazzo di giustizia. Una cittadella, un polo con tutti i servizi, moderno e adeguato alle necessità – ha spiegato Maruccia nel suo intervento – Abbiamo fatto redigere dal tecnico dei nostri uffici, d’intesa con l’Agenzia del demanio di Lecce e Bari, uno studio di fattibilità tecnico-economica dell’intervento da realizzare su beni confiscati alla criminalità organizzata. Si tratta di un terreno confiscato alla Sacra corona unita e in parte già utilizzato dall’Università di Lecce. Sono i terreni un tempo di proprietà di Matarrelli sulla via Adriatica, a poco più di due chilometri circa dall’abitato e dalla tangenziale est. Dal punta di vista logistico, della viabilità e della funzionalità degli uffici, l’ubicazione si presenta di sicuro interesse, anche per il presidente Tanisi”.

Martedì prossimo la Giunta comunale approverà il protocollo d’intesa che regolerà i rapporti tra il Comune di Lecce e il ministero della Giustizia proprio ai fini della realizzazione di questa importante opera. Per il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, “il Comune è al fianco del ministero della Giustizia in questo importante investimento sulla città. Fornire una sede moderna, comoda e facile da raggiungere alle migliaia di persone, professionisti e cittadini, che ogni giorno frequentano da tutta la provincia i palazzi di giustizia leccesi è un obiettivo strategico per tutti. Con la Cittadella troveranno una risposta definitiva gli annosi problemi relativi alla qualità degli immobili e alle carenze gravi che in questi anni hanno reso difficile la vita quotidiana di magistrati, operatori, avvocati, cittadini. E la Cittadella consentirà di migliorare anche la vivibilità delle aree nelle quali oggi sorgono le sedi della Giustizia, spesso sottoposte a stress e problemi di vivibilità in alcune ore della giornata che finalmente potranno essere risolti. Sapere poi che questo nuovo insediamento sorgerà su terreni confiscati alla criminalità è un ulteriore motivo di soddisfazione per tutti”.

“Ringrazio il presidente della Corte d’Appello Roberto Tanisi e il procuratore generale Antonio Maruccia – ha aggiunto Salvemini – per il lavoro svolto per il raggiungimento di questo obiettivo, che è il primo passo di un percorso che si annuncia lungo e impegnativo. L’amministrazione comunale lavorerà perché la nuova Cittadella della Giustizia sia realizzata in tempi veloci. Lo faremo collaborando fin dalla fase della progettazione perché questo spazio sia da subito ben collegato al centro urbano, raggiungibile dai cittadini e dunque perfettamente integrato nella vita sociale della città”.

“Lecce sarà un esempio per tutto il Paese, non si può che esprimere grande apprezzamento e soddisfazione per l’annuncio del procuratore generale della Corte d'Appello di Lecce, Antonio Maruccia, durante la cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, sull’avvio di un progetto per la costruzione di una cittadella della giustizia a Lecce su terreni confiscati alla criminalità organizzata”, il commento del deputato di Forza Italia, Rocco Palese. “In questo modo oltre a trovare una soluzione definitiva e dignitosa per la sede degli uffici giudiziari da sempre in affanno, sarà possibile con un piano di ammortamento, ‘investire’ i fondi attualmente destinati all’affitto delle sedi, nella realizzazione della nuova sede, quasi a costo zero. Senza dire poi che questo progetto ha un enorme valore simbolico perché dove c’era la malavita ci sarà lo Stato. Ci auguriamo che quanto prima venga firmato il protocollo affinché davvero Lecce divenga esempio virtuoso per il resto del Paese”.

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