Cronaca

Il plauso delle istituzioni al blitz dei carabinieri

Per Maritati "intervento d'importanza eccezionale per la difesa della legalità e degli interessi sociali". Mantrovano: "Modalità d'azione efferate". Buccoliero elogia il coraggio di chi ha denuncito

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LECCE - "L'operazione condotta dai carabinieri del comando provinciale di Lecce, che ha portato all'arresto di 19 persone accusate di usura, attive nel Salento e nella provincia di Bologna, è di particolare rilievo per lo spessore dei componenti del gruppo, professionisti ed elementi di vertice della criminalità organizzata locale, e per l'efferatezza delle loro modalità operative". Questo il commento del sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, a margine dell'operazione.

"Decisiva ai fini dell'azione di contrasto è risultata ancora una volta la collaborazione delle vittime; in Puglia come nel resto d'Italia continuano a costituirsi sportelli e associazioni antiracket e antiusura, a cui tutti coloro che sono in difficoltà possono rivolgersi con speranza: tale denuncia vede l'avvio di un percorso di affiancamento che, grazie all'azione di repressione delle forze di polizia e all'attività del commissario di governo antiracket e antiusura, non lascerà solo chi vorrà rompere il cortocircuito criminale. Per l'esito dell'operazione mi congratulo con il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Maurizio Ferla, e con i suoi uomini".

"L'operazione di polizia portata a compimento in queste ore dal comando provinciale dei carabinieri di Lecce merita un formale riconoscimento al comando ed agli uomini che l'hanno realizzata". Questo il pensiero espresso dal senatore del Pd Alberto Maritati, vicepresidente della Commissione giustizia. "Si tratta - prosegue -, al di là del numero degli arrestati e dei beni sequestrati, di un intervento che riveste un'importanza eccezionale per la difesa della legalità e degli interessi sociali, nel contrasto alle criminalità organizzate di qualsiasi specie".

"E' stato colpito infatti uno degli aspetti più subdoli e devastanti dell'attività criminale organizzata e cioè l'attività di usura - prosegue Maritati -, peraltro consumata con una tecnica che, pur contenendo la efferatezza usuale di questo squallido delitto, e cioè quello di infierire su soggetti in stato di bisogno o di disagio economico, svela inoltre una tecnica criminale che va sempre più affermandosi nell'ambito di questa specie di delitti. Mi riferisco al coinvolgimento, in modi differenti, anche di società finanziarie che operano in numero crescente nel settore finanziario. Questo aspetto dell'agire criminale appare assai pericoloso per via di una comprensibile maggiore affidabilità che il cittadino, peraltro in stato di bisogno e di disagio, avverte quando si ponga in contatto con una "istituzione" finanziaria che offrendogli teoricamente maggiore affidabilità, lo induce ad abbassare la difesa e la prudenza usuale".

"Avevamo per questo invocato maggiore cautela e attenzione delle forze dell'ordine - dice ancora Maritati -, in occasione di precedenti fatti violenti accaduti nella nostra città, ed ora verifichiamo con soddisfazione che le nostre preoccupazioni e le nostre richieste non sono cadute nel nulla. Ciò premesso appare doveroso formulare le più vive felicitazioni al comando provinciale dei carabinieri augurando loro ed a tutte le forze dell'ordine, sempre maggiori successi nell'interesse della sicurezza sociale e dell'affermarsi della legalità".

"Ancora una volta il coraggio di denunciare da parte delle vittime ha permesso ai carabinieri di individuare e smantellare un'organizzazione criminale dedita all'usura, al riciclaggio e all'estorsione", fa eco alle parole del senatore, il consigliere regionale e presidente di "Moderati e popolari", Antonio Buccoliero. "La denuncia di alcune vittime - dichiara Buccoliero - ha permesso di avviare delle indagini capillari, che hanno finito con il chiudere il cerchio attorno ad una vera e propria organizzazione criminale, che prestava denaro con tassi che andavano dal 120 al 300 per cento. Il coraggio e la fiducia di quattro delle dieci vittime accertate hanno consentito di bloccare un'attività criminale, che, se lasciata libera di agire, avrebbe continuato a rovinare decine di famiglie in difficoltà, contaminando profondamente il tessuto sano di un'economia, che fatica a decollare".

"Quest'operazione riporta, ancora una volta, alla ribalta della cronaca, il gravissimo problema dell'usura, che, a differenza di altri reati, si consuma nell'ombra, alimentato dalla paura, dalla vergogna e dal senso d'impotenza delle vittime. Quest'aspetto non solo rende tale reato difficile da individuare, ma ne amplifica il potenziale. Non solo commercianti e imprenditori, infatti, ma anche semplici cittadini sono oggi a grave rischio usura, perché le accresciute difficoltà economiche portano molte famiglie a dover contrarre dei debiti cospicui per riuscire a fronteggiare spese ordinarie, dal mutuo al mantenimento stesso dei figli. Per questo motivo, occorre prestare la massima attenzione a tutti quei segnali, che possono rappresentare l'avvio di un dramma, di cui molto spesso non si conosce la portata".

"Le istituzioni devono supportare il lavoro di magistratura, forze dell'ordine e associazioni, affinché si possa lavorare concretamente non solo sul fronte della prevenzione, ma anche su quello delle vicinanza concreta alle vittime, che devono trovare il coraggio della denuncia, nella consapevolezza di non essere soli in questa battaglia. Necessario sarebbe, alla luce delle mutate e peggiorate condizioni economiche attuale, che la stessa regione Puglia rivedesse e rafforzasse la normativa vigente in materia di usura e racket delle estorsioni, affinchè nulla venga lasciato al caso o all'incapacità di gestire correttamente un gravissimo fenomeno come i prestiti a strozzo. Con l'auspicio che l'attenzione nei confronti dell'usura sia sempre ai massimi livelli, anche da parte della politica - conclude Buccoliero - rivolgo il mio personale plauso al capillare lavoro d'indagine dei carabinieri di Lecce, che hanno liberato da una morsa mortale decine di famiglie salentine".

E intanto, Teresa Bellanova, parlamentare del Pd, ha presentato un'interrogazione per portare all'attenzione del ministro dell'Interno Roberto Maroni la recrudescenza di criminalità, che si verifica da qualche tempo nel Salento. "Il racket dell'usura, sgominato oggi dalla brillante operazione dei carabinieri del comando di Lecce, è l'ennesima testimonianza del riacutizzarsi delle attività criminose che, tempo fa, avevamo già sottoposto all'attenzione del prefetto", afferma. "Le cronache locali dell'ultimo periodo sono un susseguirsi di attentati incendiari, spaccate con mezzi pesanti ai danni di supermercati e uffici postali, incursioni nei distributori di carburante all'assalto degli apparecchi per il gioco elettronico spesso collegati ai Monopoli di Stato, rapine ed aggressioni nei quartieri periferici della città capoluogo".

"È inevitabile che il moltiplicarsi di questi episodi vada ad incidere notevolmente sulla percezione di sicurezza che i cittadini salentini avvertono sempre più precaria. A questo si aggiunge che il territorio salentino, proprio nel periodo estivo, si trova ad accogliere un gran numero di turisti provenienti da tutto il mondo e la scarsa percezione di sicurezza potrebbe incidere negativamente sull'economia e sul rilancio turistico dell'intera provincia".

"A fronte di tutto ciò, l'importante opera di contrasto, messa in campo dalle forze dell'ordine, viene resa sempre più difficoltosa in considerazione dei pesanti tagli, nella misura dell'11 per cento del totale della manovra economica attualmente in discussione, previsti proprio per questo comparto. Come tutti sanno - aggiunge -, l'argomento della sicurezza è quello che più di ogni altro fu usato dalla destra nell'ultima campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento. Oggi è proprio la sicurezza la cartina di tornasole dell'inconsistenza di questo Governo, grande imbonitore e pessimo amministratore. I tagli alle forze dell'ordine, combinati con quelli alla magistratura e con la battaglia contro quell'importante strumento d'indagine rappresentato dalle intercettazioni" conclude la Bellanova "sono le prove evidenti dell'incoerenza di questa destra e dell'inadeguatezza delle sue politiche di contrasto alla criminalità. Il paradigma è confermato: la destra governa e l'illegalità prolifera".

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