Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Il saluto alla piccola Viola e alla famiglia: "Ha vissuto una festa continua"

A Tuglie in un clima di profonda commozione si sono celebrati i funerali della bimba, dei suoi nonni e della zia deceduti in un terrificante incidente stradale. Commovente discorso del padre, Cristian Casili: "L'hanno fatta diventare straordinaria"

TUGLIE – Palloncini bianchi lasciati librare in aria e non solo dai suoi compagni di scuola e dalle maestre, ma da tanti altri cittadini di Tuglie che così hanno voluto salutare la piccola Viola, i suoi nonni e sua zia.

Si sono spenti tutti insieme, in un solo istante, in uno dei più tragici incidenti stradali degli ultimi anni, lungo la strada statale 379, in provincia di Brindisi, a causa del ribaltamento di un tir con cisterna. Era il 12 dicembre. Solo tre giorni addietro.

Proprio così. Tutti insieme come hanno vissuto, se ne sono andati. La loro era una piccola comunità coesa, che si dava forza a vicenda. Ed è stato su questa falsariga che si è innescato il messaggio che il papà di Viola ha voluto lanciare nella chiesa Matrice della Madonna dell’Addolorata, di fronte a una folla riunita in un dolore incommensurabile. Un messaggio positivo, quello di vivere la famiglia fino in fondo, di rinnovare quei valori sempre più dispersi, perché il domani può arrivare in un attimo e chi resta deve andare avanti grazie a quella forza acquisita solo da chi ha reso amore spassionato e sincero.   

Nel piccolo comune di Tuglie, Cristian Casili, il giovane agronomo neretino che ha abbracciato con entusiasmo la politica e che oggi siede nei banchi del Consiglio regionale con il Movimento 5 Stelle, si sente di casa. Il papà di Viola, che in testa al corteo ha portato in spalla la piccola bara, amava in modo profondo la famiglia acquisita da sua moglie e davanti a una platea commossa e silenziosa, ha ricordato, con pochi tratteggi e una voce profonda, chi fossero queste figure, dando l’ultimo saluto alla sua bimba, ai coniugi Vito Muscatello e Rosa Minerba e alla zia Annamaria Minerba, sorella di quest'ultima.   

“Mi hanno ospitato e hanno fatto crescere la mia bambina”, ha esordito. “E Viola è diventata straordinaria”. Del suocero Vito, in particolare, ha elogiato lo spessore morale, rappresentandolo come un padre. Ed ha ringraziato per essere stato accolto da lui e da tutti gli altri familiari. “Questa è una famiglia quasi atipica – ha proseguito -, rispetto a quanto vediamo in questi giorni, in cui i valori si perdono. Credetemi, io ho vissuto i giorni più belli della mia vita e lo dico con la serenità più assoluta”.  

Da qui un ringraziamento speciale per sua moglie, Marta, “che adesso è in ospedale e che mi ha fatto conoscere questa famiglia, e che ora ha bisogno di questa forza”. “Forza che io – ha detto ancora Cristian Casili -, in questi giorni sentivo di avere”. Ed è stato l'appiglio nella notte buia, nel dolore che deve essere stato indescrivibile.

“Quando mi svegliavo la mattina, ricevevo questa forza dal padre, Vito. Lui, che tra l’altro non parlava tanto, quando ci siamo sposati, mi ha consegnato Marta e mi ha detto poche parole: tienila e curala. Stalle sempre vicino”.

IMG-20151215-WA0005-2“In questa famiglia tutto si faceva insieme. Mia moglie voleva un’altra casa, io invece chiedevo di restare, anche con un senso di egoismo. Sapevo che lì la mia bambina aveva tutto. E, in effetti, era così precoce nel parlare. Una bimba di 3 anni e mezzo in grado di fare discorsi articolati, con i condizionali precisi. E’ stato merito di queste persone, che ho di fronte a me”“Loro ora non ci sono più, però resta la forza incredibile che mi hanno dato”.

Casili ha anche dipinto piccole scene quotidiane che sono rimaste impresse nella mente e che danno il senso dell’unione. La vita di chi ha scelto la politica è densa di impegni, capita che non si guardino più le lancette dell’orologio. “A volte tornavo tardi a casa. Rosetta era sempre lì, faceva anche le 4, le 5 di mattina per vedere film. Incontravo sempre lei, in cucina. Mai a lamentarsi. Come un’amica, subito pronta a darmi qualcosa o a fumarci una sigaretta insieme. E poi c’era Vito, con il giornale la mattina e un caffè. Era una festa continua. Per questa bambina, è stata una festa continua. Non posso che dire: Vito, Rosetta, Annamaria: grazie dal profondo del cuore”.

La vita per Viola, certo, è stata breve. Troppo Un battito di ciglia. “Ma chi può sapere quant’è breve la vita di ognuno di noi qui presente?”, ha chiesto Cristian Casili. E allora, rivolgendosi alla platea: “Tutti voi che siete qui, che avete una famiglia là fuori, in grado di darvi questa forza, non pensate a quello che può succedere, ma siate una comunità vera, come ho imparato da loro”. Un invito all'armonia lanciato proprio in prossimità di un Natale molto amaro per lui e chi gli resta accanto. 

In tanti erano presenti ai funerali, officiati dal vescovo della diocesi di Nardò e Gallipoli, Fernando Filograna. Oltre, ovviamente, al primo cittadino di Tuglie, Massimo Stamerra, che ha proclamato il lutto cittadino, anche altri sindaci salentini ed esponenti politici in generale, fra cui il presidente della Regione, Michele Emiliano, e parlamentari del M5S, in testa Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera.

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