Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Il segreto del Carlo V che fa inorridire i turisti

Sul versante di viale Marconi una minidiscarica - latrina è attiva 24 ore su 24. Così una delle testimonianze storiche più importanti viene violentata dall'inciviltà e dalla mancanza di controlli

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LECCE - Per una volta la domanda giusta non è perché ma cosa. Più precisamente cosa penseranno dei leccesi, di chi li amministra, e di chi controlla l'operato di coloro che governano la città, i turisti che tutti i giorni, percorrendo il perimetro del castello sul lato di viale Marconi, si imbattono nell'angolo della vergogna? Trovare una definizione diversa per questa sintesi del degrado equivarrebbe a disconoscere la gravità di quanto è, purtroppo, alla luce del sole.

Ai piedi del maniero collocato al centro della città esiste una minidiscarica che funge anche da latrina - magari in attesa che siano ultimati i lavori del vicino vespasiano - 24 ore su 24. Non è una supposizione ma una constatazione, sperimentata con due sensi, la vista e l'olfatto, alle ore 8 di questa mattina. I resti di quello che sembra un mobiletto, una serie di indumenti e stracci accatastati, bottiglie di vetro e cartacce. Non è il lascito di un giorno di ordinaria inciviltà, uno dei tanti in questa città. Il quadretto dell'orrore sta lì da tempo - assicura chi ci passa tutti i giorni - e solo in occasione di particolari eventi di richiamo internazionale ospitati nel castello qualcuno si è ricordato di passarci la spugna. Uno scempio che si rigenera dalle sue ceneri.

E' uno strano destino quello del Carlo V. Una sorta di maledizione aleggia sull'imponente edificio costruito in onore del sovrano dell'impero sul quale non tramontava mai il sole. Sembra quasi, infatti, che oltre al lato dell'ingresso principale, tutto il resto sia di secondaria importanza, se non abbandonato. Sulla carta ci sono da tempo immemore ambiziosi propositi di recupero strutturale e funzionale, ma i progetti sono condizionati da due variabili significative: la prima è quella dei finanziamenti, per i quali l'unica ancora di salvezza è mamma Europa - così bistrattata per altro verso -, la seconda quella di capire quale sia la visione strategica su una parte fondamentale della città.

La riqualificazione di Piazza Libertini - pensata fino ad oggi parallelamente allo spostamento degli ambulanti in altra zona della città -, dovrà invece tener conto della possibilità che i commercianti vi restino anche in futuro, stante la disponibilità dell'amministrazione a lasciare a ciascuno di loro la possibilità di continuare a lavorare in centro, sebbene nel rispetto di nuove condizioni. E' un anno elettorale questo, e il decisionismo è una filosofia di vita che aliena voti e simpatie. Aspettando tempi migliori, e programmi di intervento che si compiano nei fatti, i turisti intanto continuano a passare e gettare l'occhio lì dove altri preferiscono non guardare.

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