Il soccorritore dell’automobilista si difende davanti al giudice: “Non l’ho violentata”

Ha negato le accuse Davide Zenzale, il 24enne di Ugento arrestato con l’accusa di aver molestato una donna che chiedeva aiuto dopo un incidente avuto due giorni fa tra Lido Marini e Torre Mozza

LECCE - “Non sono uno stupratore, né un rapinatore”, si è difeso così Davide Zenzale, il 24enne di Ugento finito in carcere due giorni fa con l’accusa di aver molestato una automobilista che chiedeva aiuto in seguito a un incidente. Ha respinto con lucidità e fermezza le accuse, oggi, davanti al giudice Carlo Cazzella, durante l’interrogatorio di convalida, al termine del quale, l’avvocato difensore Gianluca Ciardo ha presentato istanza di sostituzione della misura.

Zenzale ha riferito di essersi messo alla guida dell’auto, dopo aver trascorso il sabato sera con gli amici, e di aver arrestato la corsa, per soccorrere una donna a piedi per strada che chiedeva aiuto. Il 24enne l’ha invitata a salire a bordo del mezzo e le avrebbe rivolto delle avances, alle quali lei non si sarebbe sottratta. A quel punto si sarebbero appartati in una stradina, ma a un certo punto la 44enne non si sarebbe voluta spingere oltre e, mezza nuda, nello scendere dall’auto sarebbe caduta per terra. Zenzale avrebbe quindi tentato di aiutarla, ma in risposta sarebbe stato aggredito e per questo avrebbe deciso di andar via, lanciandole dal finestrino il borsello dimenticato sul sedile. Ritornato a casa, poco dopo, è stato raggiunto dagli agenti del commissariato di Taurisano che sono risaliti a lui, grazie alle indicazioni fornite dalla vittima e alla visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, sia del luogo dell’incidente che delle presunte violenze. Anche con i poliziotti, Zenzale aveva respinto gli addebiti, ammettendo di aver probabilmente frainteso le intenzioni della malcapitata.

Stando alla ricostruzione accusatoria, invece, la 44enne, in seguito all’incidente avuto, intorno alle 4 del mattino, sulla litoranea ionica, fra Lido Marini e Torre Mozza (nel tentativo di scansare un animale, la sua macchina si era ribaltata), dopo aver camminato a lungo aveva raggiunto il centro abitato, incappando nel finto soccorritore. Salita sul veicolo, infatti, il conducente avrebbe imboccato una stradina e avrebbe iniziato ad accarezzarla. Lei, a quel punto, comprese le reali intenzioni del ragazzo, si sarebbe lanciata fuori dall’abitacolo, ma sarebbe stata raggiunta dal giovane che avrebbe così tentato di violentarla, salvo poi desistere e allontanarsi col borsello.

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