Cronaca

Il Tribunale infestato dai pidocchi: è nuovo allarme

Da ieri pomeriggio, nel settore ragioneria al quinto piano del palazzo di giustizia in viale De Pietro sono comparsi centinaia di vermi. Dal presidente della corte d'appello un'informativa al Comune

Un corridoio interno del Tribunale di Lecce.

E' allarme insetti negli uffici del palazzo di giustizia in viale De Pietro. Da ieri pomeriggio, nel settore ragioneria al quinto piano sono comparsi centinaia di vermi, simili a pidocchi. Una presenza sinora mai registrata in tribunale e che ha creato non pochi disagi ai lavoratori. I nuovi avvistamenti sono stati segnalati dai rappresentanti del lavoro e dal presidente della corte d'appello, Umberto Pagano che in mattinata ha inviato un'informativa in Comune per segnalare l'ennesima emergenza.

Non solo pidocchi, ma anche acari, pulci e nidi di piccioni che non sono mai stati debellati, segnalano i rappresentanti Unsa Giustizia, i quali ormai da tempo hanno chiesto a ridosso della stagione estiva una disinfestazione preventiva prevista lo scorso 27 maggio e che non è stata mai realizzata. Gli insetti sarebbero stati segnalati in centinaia e gli stessi dipendenti hanno provveduto a catturarne un piccolo campionario, che ora verrà inviato in laboratori specializzati. Rimane in ogni caso un nuovo caso di emergenza igienico-sanitaria all'interno del Palazzo di Giustizia. Problemi che si ripetono ogni anno e che non trovano un'adeguata soluzione.

"Non si parli di emergenza: accade ogni anno e non si fa nulla per evitarlo", commentano gli esponenti del coordinamento regionale di Confsal Unsal. "Infatti, nonostante i tempestivi inviti a prevenire, ci si trova di nuovo di fronte a episodi indegni di un Paese civile. I piccioni, veicolo principale di infestazione, continuano a spadroneggiare e a infettare. Un mese fa era partita verso tutti gli organi competenti (Uffici giudiziari, Comune di Lecce, medico e tecnico competenti, servizi della Asl Lecce 1) una richiesta intersindacale e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, di procedere a disinfestazione prima dell'arrivo del caldo stagionale, e quindi prima che le nidiate di insetti potessero nuovamente invadere i luoghi di lavoro", ricordano. "E si era chiesto - aggiungono - di dare una sistemazione alle cataste di fascicoli giacenti nell'ammasso soffocante degli archivi, nelle stanze, nei corridoi: ideali tane di insetti. Nulla da fare".

"Parlare di civiltà ormai sembra non avere alcun senso. E nemmeno di rispetto delle leggi, dei regolamenti, delle relazioni sindacali e negoziali, degli impegni presi (e mai effettuati, come la pulizia radicale ogni sei mesi) in materia di sicurezza e igiene dell'ambiente di lavoro. La rassegnazione è il peggior nemico della partecipazione e della dignità: se ci si vuole portare a questo, si sappia che c'è chi non si rassegnerà mai. Calcolano, i responsabili della pubblica amministrazione - si chiedono - , quale caduta verticale di immagine e di stima provocano, agli occhi dei cittadini, avvenimenti come questi? In attesa di iniziative finalmente incisive che facciano da sasso nello stagno, non resta che la tribuna data dagli organi di informazione: quanto meno, a futura memoria".

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