Cronaca Porto Cesareo

Illeciti e lottizzazione abusiva al "Riva degli Angeli", chieste 4 condanne

La Procura ha chiesto pene tra i 16 e i 9 mesi di arresto per gli imputati e la confisca della struttura che sorge a Torre Lapillo

LECCE – Sono quattro le richieste di condanna formulate nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti legati alla struttura alberghiera “Riva degli Angeli”, che sorge a Torre Lapillo, lungo la litoranea nord, in direzione di Taranto.

Il pubblico ministero ha chiesto un anno e quattro mesi di arresto per Giuseppe Durante, “legale rappresentante della Riva degli angeli srl e quindi proprietario”; un anno di arresto per gli ex sindaci Rocco Durante (firmatario della concessione edilizia); e Ferruccio Mele (che ha rilasciato la concessione edilizia in sanatoria). Nove mesi per l’ingegnere Antonio Nestola, 62enne di Porto Cesareo. Chiesta anche la confisca della struttura

Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina hanno evidenziato “macroscopiche” violazioni delle norme urbanistiche, oltre che, in altra parte, da opere “realizzate in totale assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica”. Nell’ambito dell’inchiesta la struttura è stata sottoposta a sequestro su provvedimento del gip Antonia Martalò.

La corposa informativa dei militari dell’Arma e la consulenza disposta dalla Procura hanno ipotizzato che la struttura (dotata di 250 posti letto ripartiti tra camere doppie e suite, anfiteatro, bar, ludoteca, parcheggio interno ombreggiato incustodito, piscina semiolimpionica, piscina per bambini, due campi da tennis, campo di calcetto in erba sintetica e di beach volley) è stata interessata da “una continua attività di trasformazione urbanistico-edilizia avviata fra il 1984 e il 1985 e proseguita negli anni”.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Luigi Covella, Pietro Quinto, Sergio Vantaggiato, Giuseppe De Luca e Antonio Savoia.

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