Illeciti sulle pensioni di invalidità, assolti legale e due dipendenti Asl

L’avvocato Ivan Feola e i funzionari Antonio Vantaggiato e Paola Marando erano accusati a vario titolo di corruzione e falso. Ma per i giudici della seconda sezione penale “il fatto non sussiste”

LECCE - Si è chiuso con un’assoluzione piena il processo su presunti illeciti legati alla concessione di invalidità civili che aveva trascinato in tribunale l’avvocato Ivan Feola, 41enne leccese, Antonio Vantaggiato, 53enne di Lizzanello, collaboratore amministrativo in servizio presso il dipartimento medico legale della Asl di Lecce e segretario della commissione invalidi civili, e un’altra dipendente della Asl Paola Marando, 51 anni.

I tre imputati erano stati raggiunti nel marzo del 2017 da un avviso di chiusura delle indagini secondo cui: i primi due, accusati di istigazione alla corruzione, avrebbero sollecitato una signora a consegnare loro del denaro, per un totale di circa mille e 200 euro, per avere da medici compiacenti certificazioni false necessarie a ottenere, dalla commissione di cui Vantaggiato era segretario, il riconoscimento di una percentuale di invalidità maggiore di quella che le poteva essere attribuita.

Vantaggiato e Marando rispondevano di corruzione e falso. Il primo avrebbe ricevuto dalla seconda una somma di denaro per alterare a favore della 51enne il verbale della commissione d’invalidità dell’Asl, riportando codici Icd incongrui rispetto alla diagnosi e la percentuale di invalidità del 70 per cento di cui la Marando poteva beneficiare.

Queste le accuse che però non hanno retto nel processo in cui la Asl era parte civile (con l’avvocato Alessandra Renna). La sentenza, le cui motivazioni saranno rese note nei prossimi giorni, emessa dal collegio della seconda sezione penale presieduta dal giudice Pietro Baffa ha stabilito che “il fatto non sussiste”.

A difendere gli imputati ci hanno pensato gli avvocati: Tommaso Stefanizzo ed Ester Nemola per Feola (già difeso dal collega Angelo Pallara), Luigi Covella per Vantaggiato e Mariangela Calò per Marando.

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