Parigi sfila senza paura per la libertà, l’Imam di Lecce: “L’Islam non è terrorismo”

L'autorità religiosa della comunità di fede musulmana chiede di prestare attenzione nell'uso di alcuni termini: "Stretti tra il martello dei terroristi criminali e l'incudine di chi ci attribuisce le loro colpe". Si teme un'ondata di islamofobia

@TM News/Infophoto.

LECCE – Nel giorno in cui Parigi ha ricordato al mondo intero la grandezza dello spirito dell’Europa moderna, l’Imam di Lecce, Saifeddine Maaroufi, chiede di avere attenzione nell’uso del linguaggio. E il suo è un appello che invita alla riflessione, soprattutto chi le parole le usa per mestiere. 

L’espressione ‘terrorismo islamico’ - ha detto - è un ossimoro. L’Imam prega di specificare sempre la matrice: terrorismo dell’Isis, di Al Qaeda, di Boko Haram. Ed è chiaro l’intento di voler evitare che le frettolose generalizzazioni vengano metabolizzate dall’opinione pubblica e declinate in istintivi quanto irrazionali comportamenti islamofobi e in genere xenofobi. 

In fondo, nemmeno Marie Le Pen, leader del Front National, si è permessa di associare i termini terroristi e musulmani, anche perché sa bene che di fede islamica era il poliziotto ucciso sotto la sede del Charlie Hebdo così come lo è il giovane che, nascostosi all’interno del supermercato dove Amedy Coulibaly aveva fatto degli ostaggi, ha poi collaborato in maniera determinante al blitz delle forze speciali. 

Al’Imam si potrebbe obiettare che quasi mai un attentato ha una rivendicazione immediata, ma ciò non toglie che si può far di meglio - questo è certo - ad esempio ricorrendo alla perifrasi “terrorismo di matrice fondamentalista islamica”. Perché non si può negare che le barbariche azioni come quelle di Parigi siano imbevute di una serie di ingredienti tra cui un ruolo importante ha il fanatismo religioso che in altre epoche della storia si è associato anche ad altre fedi, a partire da quella cattolica. 

Oggi l’Imam della comunità islamica di Lecce, che il giorno dell’attentato al Charlie Hebdo aveva condannato l’atto terroristico con un post su Facebook, ha espresso di nuovo la sua opinione sul social network nel modo che segue: “Sapete qual è la più grande presa di ostaggi nel mondo e nella storia? È la presa di un miliardo e mezzo di ostaggi musulmani. Che si trovano tra il martello dei criminali terroristi, che hanno usurpato il nome della loro fede, per coprire i loro crimini e l'incudine del mondo occidentale, che insiste ad incollargli la colpa di quei terroristi”.

“È una sofferenza doppia: subire il terrorismo sulla propria pelle, come lo sta subendo il resto del mondo, ma trovarsi incolpati e dover giustificarsi ogni volta. Basta, liberateci. E iniziate a chiamare le cose con il loro nome:  terrorismo dell’Isis, terrorismo di Al  Qaeda, terrorismo di Boko Haram, ma non ‘terrorismo islamico’, perché è semplicemente ‘un ossimoro’.

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