Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Corigliano d'Otranto

Immenso "tappeto" di amianto: quasi 50mila metri quadri

Corigliano d'Otranto: la guardia di finanza di Maglie ha sequestrato due terreni agricoli ed una cava trasformati in discariche a cielo aperto. Eternit, copertoni, persino tralicci dell'alta tensione

L'inventario fa paura. Soprattutto per la massiccia presenza di cemento-amianto, il famigerato eternit, che di infinito ha in realtà ben poco e che era stato stipato in tre terreni, insieme ad altro materiale scaricato abusivamente. E' ormai ben noto da anni come le polveri liberate nell'aria, dopo la rottura dei pezzi composti di questa particolare fibra, siano dannose per l'ambiente e in casi di esposizione, anche non eccessivamente prolungata, potenzialmente fatali per l'uomo, considerato il rischio di sviluppare malattie polmonari.

Rifiuti pericolosi. Vengono classificati in questo modo i residui di manufatti in eternit. Dovrebbero essere smaltiti da ditte specializzate, ma gli alti costi per la bonifica suggeriscono a molti "furbi" di sbarazzarsene direttamente in mezzo alle campagne. Nella periferia di Corigliano d'Otranto il viavai di mezzi, nei mesi, deve essere stato intenso, tanto che i militari della guardia di finanza della tenenza di Maglie hanno sequestrato tre terreni adiacenti, per qualcosa come 47mila metri quadri, trasformati in un'immensa discarica abusiva a cielo aperto.

I proprietari delle aree, due terreni agricoli ed una cava, sono risultati ignari di tutto. nel caso della cava, la recinzione era persino stata tagliata. E probabilmente a scaricare rifiuti, arrivando a bordo di camion, era anche personale di aziende della zona. Nel primo terreno, di poco più di 1.200 metri quadri, i finanzieri hanno trovato onduline in eternit e persino tre immensi tralicci dell'alta tensione in cemento e amianto. Ancora pannelli in eternit, insieme a guaine catramate e pneumatici, rappresentavano il tappeto della cava, per oltre 36mila metri quadri. Stessa storia nel terzo terreno, poco meno di 10mila metri quadri, dove non mancavano anche elettrodomestici usati, parti meccaniche di vetture e scooter, casse di plastica, bottiglie. Non sono scattate denunce a persone ben precise, questa volta. Restano il danno, la necessità di una bonifica e la consapevolezza che il Salento, per certi versi, resta ancora lontano da standard qualitativi ambientali accettabili.

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