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Imprenditore agricolo nel mirino, ignoti bruciano quattro serre di crisantemi

Danno da decine di migliaia di euro per un 56enne di Leverano. I terreni in una zona isolata, la scoperta solo questa mattina. Due vivai completamente distrutti, altrettanti danneggiati. Trovate diavolina e bottiglia con benzina

LEVERANO – Il fuoco si è fatto strada alimentato in più punti. Oltre l’atto intimidatorio, la volontà di colpire, distruggere un’attività commerciale. Ben due serre divorate dalle fiamme e altrettante in parte danneggiate. Forse era finito il liquido infiammabile, il fuoco non ha attecchito bene o qualcosa ha disturbato all’improvviso e messo sul chi va là chi stava “lavorando” in piena notte per devastare coltivazioni di crisantemi di un imprenditore agricolo di Leverano di 56 anni, in una località conosciuta come Nuove Pietre.

Nessun intervento dei vigili del fuoco, dunque, e scoperta avvenuta soltanto questa mattina. Il malcapitato si è recato in zona per un controllo e si è trovato davanti al fatto ormai bello e compiuto. Ma nessuno ha davvero visto qualcosa? Difficile da dirsi. L’area è in aperta campagna, isolata, e non vi sono nemmeno videocamere che possano fare chiarezza. Una cosa, però, è certa: il dolo. Almeno cinque residui di diavolina, una bottiglia di plastica con tracce di benzina, qualche asciugamano bruciacchiato ancora odorante di carburante. Segni fin troppo chiari lasciati da chi ha eseguito il danneggiamento.

Sconfortato, l’imprenditore agricolo, a quel punto, non ha potuto fare altro che chiamare i carabinieri. I militari della stazione di Leverano sono arrivati per un sopralluogo e hanno sequestrato tutti i reperti riconducibili all’accensione delle fiamme. Quanto al movente, resta un mistero. La vittima, che ha subito un danno di non meno di 10mila euro, peraltro non assicurato, ha escluso un tentativo di estorsione. E le ipotesi, in generale, possono essere davvero tante.

Per chi si occupa di floricoltura l’ultimo periodo è stato tutt’altro che felice. La chiusura totale imposta nel periodo più delicato della pandemia, in piena primavera, ha messo in ginocchio tanti imprenditori che, in località come Leverano e Taviano, sono particolarmente attivi nel settore e che si sono visti costretti a mandare milioni di fiori al macero. E la ripresa non è certamente facile e immediata.

Crimini nelle campagne, un mondo sommerso

Se in tutto questo si mette di mezzo anche la criminalità, la situazione diviene davvero difficile. Fra Leverano, Nardò e dintorni diversi imprenditori agricoli sono già reduci da una serie di furti subiti, in particolare di frutta (soprattutto di angurie), tanto che la situazione ha portato a giugno a un vero e proprio allarme sociale e a controlli sempre più serrati, fino all’arresto da parte del commissariato neretino di due soggetti brindisini.

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