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Cronaca Taurisano

Imprenditore colpito con un cric: accompagnato in carcere l’aggressore

Orazio Preite, 36 anni, di Taurisano dovrà scontare la pena di 15 anni di reclusione per il tentato omicidio di Andrea Gallone. L’aggressione risale al 1° aprile del 2012, nel parcheggio di una discoteca a Maglie

TAURISANO - E’ diventata definitiva la condanna a quindici anni di reclusione nei riguardi di Orazio Preite, 36 anni, di Taurisano, per il tentato omicidio aggravato dai futili motivi di un imprenditore. Così nelle scorse ore, l’uomo è stato accompagnato dai carabinieri della stazione loale, coadiuvati dai colleghi del Nor-sezione operativa di Casarano nel carcere di “Borgo San Nicola”, dove dovrà scontare la pena.

Per i giudici, l’uomo è il principale responsabile dell’aggressione di Andrea Gallone, 45enne di Castrignano dei Greci, avvenuta il 1° aprile del 2012 nel parcheggio di una discoteca di Maglie.

La vittima pagò a caro prezzo il tentativo di mettere pace tra un gruppo di ragazzi che stavano discutendo animatamente: fu aggredito e, da quel momento, la sua vita non sarebbe più tornata la stessa, perché quei colpi gli avrebbero lasciato segni permanenti.

In particolare, secondo le indagini, svolte dai carabinieri della compagnia di Maglie, al termine della serata, Gallone, insieme con la moglie e una coppia di amici, raggiunse il parcheggio del locale dove alcuni giovani stavano litigando; tentò di sedare gli animi, ma uno di questi, poi identificato in Preite, si scagliò contro di lui colpendolo alla testa con il cric preso da una Bmw. Il malcapitato, accompagnato d’urgenza nell'ospedale di Scorrano, fu poi trasferito nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove subì un delicato intervento chirurgico.

Lo scorso marzo, la Corte d’appello del tribunale di Lecce (composta dal presidente Vincenzo Scardia e dai colleghi Eva Toscani e Giuseppe Biondi), in linea alla richiesta avanzata dalla Procura generale (attraverso il sostituto Maria Cristina Rizzo), confermò il verdetto del 24 ottobre del 2018 con il quale erano stati riconosciuti una provvisionale e il risarcimento del danno (da quantificarsi e liquidarsi in separata sede) alla vittima (parte civile con l’avvocato Luigi Corvaglia).

La sentenza confermò anche la condanna per favoreggiamento a quattro mesi (col beneficio della pena sospesa) di Mirco Rizzello, 32 anni, di Ugento. Oltre a quest’ultimo nel “primo” processo, rispondevano della stessa accusa altre due ragazze, nei riguardi delle quali il verdetto fu assolutorio (con la formula “perché il fatto non sussiste”).

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