Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

“Pedinato fino a casa nella notte, ho paura”. L’imprenditore ritira le denunce

Il 47enne di Monteroni, personaggio chiave nella vicenda legata agli appalti della centrale di Cerano, scrive alla procura romana

La centrale di Cerano, a Brindisi.

MONTERONI DI LECCE – “Vedendomi in questa critica situazione (per la mia incolumità e per quella della mia famiglia), vedendo anche l’assenza di risposte e appoggio da parte delle istituzioni dopo le diverse vicende gravi che mi hanno coinvolto, come l’ultima, successa la scorsa notte, ho preso la decisione di ritirare le denunce fatte ai vertici di Roma per porre fine a questi gesti e far tornare la pace e la tranquillità nella mia vita”. Sono le parole divulgate, a mezzo stampa, dall’imprenditore Giuseppe Palma il 47enne di Monteroni di Lecce, personaggio chiave ed evidentemente scomodo nell’ambito dell’indagine sulle presunte anomalie nella gestione degli appalti all’interno della centrale Federico II di Brindisi.

Stando a quanto dichiarato, dopo una serie di intimidazioni e persino una raffica di colpi di arma da fuoco qualcuno, nella notte, lo avrebbe pedinato, tanto da costringerlo a trovare immediatamente rifugio all’interno del proprio garage, in uno stato di agitazione. Il 47enne ha pertanto scritto ai legali interessati e persino al procuratore capo di Roma, per comunicare loro il ritiro delle precedenti denunce. Una decina di giorni addietro, l’uomo si è presentato presso gli uffici della squadra mobile di Lecce, dopo aver ricevuto un plico con un messaggio intimidatorio all’interno e due proiettili inesplosi.  Una minaccia gravissima preceduta da diversi altri episodi, fra i quali un agguato a colpi d’arma, a settembre, nelle vie di San Pietro in Lama, poi denunciato presso la stazione dei carabinieri del posto.

Palma, rimasto a sua coinvolto nell’operazione che, a maggio, ha portato la guarda di finanza ad eseguire cinque arresti per presunte tangenti negli appalti della centrale Enel (nel mirino alcuni dirigenti), ha minacciato il suicidio per ben tre volte – tra marzo e agosto – all’interno dello stesso impianto industriale di Cerano, alle porte di Brindisi. Ora, con il gesto del ritiro delle denunce, ricorre a una sorta di altro suicidio: quello della tutela della sicurezza di un cittadino. Il timore per sé e per i suoi famigliari è ormai incontrollabile e lui è crollato sotto il peso della solitudine istituzionale.

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