Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Imprenditore stroncato da un infarto, due medici rischiano di finire a processo

Al via l'udienza preliminare che vede imputate due dottoresse dell'ospedale di Scorrano. I famigliari si sono costituiti parte civile

L'ospedale di Scorrano.

LECCE – Si è aperta oggi l’udienza preliminare nata dall’inchiesta sulla morte del noto imprenditore Giuseppe Mascello, 54 anni, di Castrignano dei Greci (proprietario del “Blubay” di Castro, del “Ciak-Ice” di Castrignano de’ Greci, del “Bahia” di Otranto), avvenuta il 13 maggio del 2015, mentre allestiva il “Lido dei pini”, una delle strutture turistiche di sua proprietà, sulla spiaggia dei Laghi Alimini a Otranto.

Il pubblico ministero Francesca Miglietta ha chiesto il rinvio a giudizio di due dottoresse dell'ospedale di Scorrano, dove l'imprenditore arrivò la sera prima del decesso, con forti dolori al petto e difficoltà respiratorie. Si tratta di G.V., 53 anni, di Spongano, in servizio al pronto soccorso, e della cardiologa O.D.D., 64, di Maglie che, stando all'accusa, non valutarono adeguatamente i sintomi di un infarto del miocardio in corso e non informarono in modo opportuno il paziente delle patologie cardiache di cui poteva essere affetto e dei rischi che correva rifiutando di sottoporsi ad approfondimenti diagnostici. Secondo l’accusa non fu eseguito alcun esame diagnostico che avrebbe consentito di accertare la sindrome coronarica acuta e di intervenire tempestivamente. Le imputate, assistite dall'avvocato Dimitry Conte, hanno sempre respinto le accuse, affermando di aver insistito in maniera forte e decisa per cercare di convincere il paziente a ricoverarsi, sino ad avere una forte discussione anche con il familiare che lo accompagnava. La risposta fu che il signor Mascello era impegnato per questioni lavorative e non poteva restare in ospedale”.

I famigliari di Mascello, assistiti dall’avvocato Francesca Conte, si sono costituiti parte civile, avanzando una richiesta di risarcimento di oltre un milione di euro. L’avvocato Conte ha anche chiesto e ottenuto di citare come responsabile civile l’Asl di Lecce. L’udienza è stata aggiornata. 

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