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Imputati per il furto di due posate, un cavatappi e due bottiglie, il giudice blocca il processo

Sollevata una questione di legittimità costituzionale al reato di furto in abitazione, oggetto di recenti modifiche, nel processo a due giovani incensurati. Stop nel giudizio in attesa della decisione della Corte

LECCE - Una forchetta e un coltello da cucina, un cavatappi e due bottiglie di alcolici (già aperte) sono gli oggetti sottratti da un’abitazione a Torre dell’Orso (marina di Melendugno) da due giovani che colti sul fatto dai carabinieri hanno “pagato” prima con il carcere (oggi sono ai domiciliari), poi con un processo per direttissima. Ma il processo che avrebbe dovuto celebrarsi oggi con il rito abbreviato (come richiesto dagli imputati) si è fermato.

A mettere il freno è stato il giudice Roberto Tanisi, sollevando una questione di legittimità costituzionale sulla norma relativa al reato di furto in abitazione, oggetto di recenti modifiche entrate in vigore lo scorso maggio che, oltre all’inasprimento delle pene, impediscono al magistrato di graduarle in relazione alla condotta degli imputati. Così che, Lorenzo Merlino, di 28 anni, e Francesco Gennari, di 21, prima d’allora sconosciuti alle aule di giustizia, pur beneficiando dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito alternativo scelto, rischiano una condanna ritenuta comunque elevata in rapporto all’episodio contestato.

“Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da quattro a sette anni e con la multa da 927 a 1500 euro”, recita l’articolo 624 bis del codice penale, e se il reato è aggravato, la pena va dai cinque a dieci anni e la multa da mille a 2.500 euro.

Nelle prossime ore, l’avvocato difensore Alessandro Troso depositerà istanza di revoca dei domiciliari.

In attesa che la Corte Costituzionale faccia le sue valutazioni, il giudice Tanisi ha sollecitato i ragazzi a mettere la testa a posto: “Impegnatevi a migliorare la vostra vita e a fare in modo che questa esperienza sia stata solo una brutta parentesi”.

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