In apparenza "zio" premuroso, in realtà violento e ossessivo: condannato

Si è chiuso con una condanna a 9 anni e mezzo il processo nei confronti di un 51enne di Veglie accusato di violenza sessuale

LECCE – Si è chiuso con una condanna a 9 anni e mezzo il processo nei confronti di un 51enne di Veglie accusato di violenza sessuale in una terribile storia di abusi sessuali e sopraffazione psicologica. La sentenza è stata emessa dai giudici della prima sezione del Tribunale di Lecce.

L’uomo si sarebbe guadagnato il ruolo di zio acquisito carpendo la fiducia dei genitori di una 14enne di Veglie, fingendo di prodigarsi per aiutare la famiglia, con il solo obiettivo secondo gli inquirenti di irretire e circuire l’adolescente, ricoperta di attenzioni e di regali in modo che si stabilisse un rapporto di dipendenza.

Gli ingredienti nascosti di questa miscela perversa si sono palesati quando lo “zio” ha iniziato ad abusare di lei, nei giri in macchina dopo averla presa da scuola. Una vera e propria escalation di violenza densa di pratiche sessuali, di alcol, di droga, di minacce di abbandono e di violenza fisica per ottenere il rapporto fisico. E anche di gelosia, usata come ennesimo espediente per scardinare le difese della ragazza.

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Una professoressa, alcune amiche e le attività di osservazione dei carabinieri nei confronti dell’uomo hanno permesso di aprire una breccia nel muro di omertà e di vergogna che ha iniziato tremare irrimediabilmente quando grazie ad una cooperativa sociale i fatti hanno assunto un contorno definito da squallore e perversione. La vittima ha quindi raccontato le violenza subite prima al pubblico ministero Stefania Mininni e poi al giudice per le indagini preliminari, Cinzia Vergine, nel corso dell’incidente probatorio. A febbraio del 2017 il 51enne era finito ai domiciliari.

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