Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

In appello cade l'accusa di bancarotta fraudolenta, assolti con formula piena

In primo grado i coniugi, ex titolari di un'azienda tessile, erano stati condannati a 5 anni e mezzo. Sentenza poi ribaltata

LECCE – Assoluzione con formula piena in appello per una coppia di Monteroni di Lecce accusata di bancarotta fraudolenta aggravata dal numero di episodi e dall’entità del danno. In primo grado i giudici hanno condannato Mario Cucurachi e Patrizia Favale a cinque anni e mezzo di reclusione ciascuno. Nel processo d’appello il sostituto procuratore generale Nicola D’Amato ha chiesto per entrambi la condanna a 4 anni e mezzo, ma i giudici (presidente Nicola Lariccia) hanno condiviso in pieno la tesi difensiva degli imputati, assistiti dagli avvocati Francesco Tobia Caputo, Massimo Manfreda e Viviana Labbruzzo, assolvendoli perché il fatto non sussiste.

La vicenda giudiziaria ruota attorno al fallimento, avvenuto nel 2004, dell’azienda “Euroconfezioni srl”, attiva nel settore del confezionamento di capi d’abbigliamento commissionati da prestigiosi marchi o catene della grande distribuzione. Secondo l’accusa gli imputati avrebbero distratto beni dell’azienda per evitare che finissero nelle mani dei creditori. Accuse, come detto, confutate dalla difesa attraverso riscontri e prove documentali, e cadute in appello.

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