Al volante con una pistola. In casa, la cocaina: condannato a tre anni

Emesso il verdetto per Simone Luperto, il 28enne di San Cesario arrestato, lo scorso gennaio, dopo un controllo stradale. Inflitti due anni all’amico Mirko Vincenzo Ingrosso, il 31enne che viaggiava con lui

SAN CESARIO - Arriva il verdetto nel processo discusso ieri col rito abbreviato nei riguardi di due giovani di San Cesario, Simone Luperto, di 28 anni, e Mirko Vincenzo Ingrosso, di 31, arrestati lo scorso gennaio dopo un controllo stradale, all’esito del quale i carabinieri recuperarono una pistola e nelle loro abitazioni, droga.

Il primo, difeso dall’avvocato Laura Minosi, è stato condannato a tre anni di reclusione, sia per la detenzione ai fini di spaccio degli stupefacenti che per l’arma; il secondo, assistito dall’avvocato Giuseppe Milli, che rispondeva solo del primo reato, a due anni col beneficio della pena sospesa.

C’era Luperto alla guida della Fiat Grande Punto, con a bordo Ingrosso, fermata dai carabinieri della stazione locale che, dopo aver trovato l’arma nella cintola dei suoi pantaloni, proseguirono (col supporto anche dei carabinieri della Sezione radiomobile) i controlli nelle abitazioni, facendo nuove scoperte: quasi 18 grammi di cocaina, tre bilancini di precisione e vario materiale per confezionare singole dosi, più 290 euro, in casa del 28enne; 1,3 grammi di cocaina, circa 100 di marijuana, un bilancino di precisione e altro materiale, sequestrato con 3mila 450 euro in contanti in casa di Ingrosso. Ma proprio rispetto alla detenzione di “polvere bianca”, nel processo discusso dinanzi al giudice Giulia Proto, 31enne (che dopo l’interrogatorio col gip, ottenne i domiciliari e nello stesso giorno l’assoluzione nel processo scaturito dall’operazione “Pozzino”) è riuscito a dimostrare attraverso l’avvocato Milli, di essere dipendente dalla sostanza, ottenendo così una pena legata solo allo spaccio di “erba”.

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