In bici contromano sul viale parlando al cellulare, multa da quasi 500 euro

E' andata davvero male a un 34enne leccese che qualche giorno addietro è stato notato mentre circolava su viale Michele De Pietro controsenso e discorrendo con nonchalance al telefonino. La polizia locale ricorda ai possessori di velocipedi che non sono certo esenti dalle norme del codice della strada

LECCE – Uno dei quadretti in cui è più facile imbattersi a Lecce vede l’immancabile ciclista che pedala tranquillamente contromano, dribblando con nonchalance le auto che vengono incontro e sfidando la sorte negli incroci. In barba, ovviamente, alle più elementari norme, che per alcuni sono pari al Codice di Hammurabi, mentre per altri soltanto un impiccio di cui fare volentieri a meno.  

Anche per questo la polizia locale ha deciso, e non da ora, di sensibilizzare il possessore medio leccese di velocipede, con agenti che girano a loro volta in bicicletta. E sia per vigilare sulle zone a traffico limitato, sia per invitate al corretto uso delle piste ciclabili (spesso i ciclisti vi passano solo accanto, continuando a occupare l’asfalto, ma anche perché non mancano al di sopra gli ingombri; ma questa è un’altra storia).

Ed è andata così male, e decisamente, a un 34enne leccese che qualche giorno addietro è stato notato mentre circolava contromano su viale Michele De Pietro. Non solo. Con nonchalance, parlava anche al cellulare.

Gli agenti inizialmente l’hanno invitato a interrompere la conversazione telefonica e a invertire la marcia. Ma sembra che l’uomo li abbia del tutto ignorati, proseguendo per la sua strada. Agli agenti non è rimasta altra scelta che raggiungerlo e contestargli entrambe le violazioni al codice della strada: circolazione contromano e uso di apparecchio telefonico durante la guida di veicolo.

Tutto ciò ha un significato non tanto per i piedi sui pedali, quanto sulle mani che dovranno frugare in tasca per sborsare 482 euro. A tanto ammonta la sanzione complessiva, divisa fra 161 euro ai sensi dell’articolo 173 (comma 2) e 321 euro previsti dall’articolo 143 (comma 12), cioè nel caso si percorra contromano una strada divisa in più carreggiate separate da uno spartitraffico. Esattamente com’è sviluppata viale De Pietro nel tratto in cui l’uomo è stato fermato.

E’ la stessa polizia locale a rilevare come sia fin troppo diffuso il malcostume di molti conducenti di biciclette di usare la strada e tutte le sue pertinenze (marciapiedi, isole spartitraffico, attraversamenti pedonali) in violazione delle norme che regolano la circolazione stradale, con pericolose conseguenze dal punto di vista della sicurezza e dell’incolumità propria e degli altri utenti della strada, quindi automobilisti e pedoni. E forse, questa consuetudine si fonda sulla convinzione errata che le regole del codice della strada non valgano per le biciclette.

Assolutamente falso. “Le biciclette rientrano a tutti gli effetti nella categoria dei veicoli – ricorda il comandante della polizia locale, colonnello Donato Zacheo - e, pertanto, soggiacciono alle stesse norme di comportamento. Ed è per questo che il personale del comando è impegnato a prevenire e reprimere tutte le violazioni del codice della strada, anche quelle commesse dai conducenti dei velocipedi”. Ma è una dura battaglia.

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