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Su una voragine di 40 metri / Ugento

In bilico sul precipizio delle ex cave dismesse: salvato in extremis dai carabinieri

Un 36enne dopo aver scavalcato la recinzione ha minacciato di lanciarsi nel vuoto. L’intervento dei militari di domenica scorsa, proprio nel giorno della ricorrenza dell’anniversario della Benemerita, si è rivelato provvidenziale e ad alto rischio nella zona di Ugento

UGENTO - In bilico, ad una manciata di metri dal baratro di un precipizio delle ex cave dismesse. In basso, una voragine scavata da decenni nelle rocce di almeno 40 metri di altezza. E con l’intento dichiarato, da parte di un giovane, mosso dalla disperazione, di farla finita e di gettarsi nel vuoto.

È stato salvato in extremis, mettendo a repentaglio la propria incolumità, dal pronto intervento di una pattuglia dei carabinieri giunti sul posto. E  nel giorno  della ricorrenza del 208esino anno della nascita della “Benemerita”, domenica scorsa, un 36enne di Ugento, deve la sua vita proprio all’opera di convincimento e “all’abbraccio” vigoroso dei militari.

I carabinieri della sezione radiomobile del Norm della compagnia di Casarano sono intervenuti dopo la richiesta di allarme lanciata al 112 dalla sorella e dai familiari del giovane. E uno dei militari ha rischiato anche di essere trascinato nella voragine quando l’uomo ha tentato di sporgersi ulteriormente.

Un gesto disperato quello del 36enne, neutralizzato proprio all’ultimo momento. I militari non ci hanno pensato troppo, e senza alcun tentennamento, e nonostante il rischio evidente per la propria incolumità corso sul quel precipizio, hanno portato a termine la loro missione. Una volta oltrepassata la recinzione che protegge l’area, hanno raggiunto il malcapitato che continuava a sporgersi dal margine del precipizio, e lo hanno tratto in salvo.

E se non fosse stato per la voglia dei familiari del giovane e della comunità ugentina di rendere onore ad un intervento tanto celere, quanto provvidenziale e ad alto rischio, in tempi di “restrizioni” anche di notizie rilevanti come queste, il salvataggio nei pressi delle ex cave dismesse, sarebbe rimasto sottotraccia.

Il fatto si è verificato nella tarda mattinata del 5 giugno scorso, lungo la via vecchia Ugento-Melissano, la strada provinciale 203 nei pressi della cripta del Santissimo Crocifisso che insiste a poche decine di metri dalla zona delle ex cave estrattive.

Era lì che il 36enne ugentino, aveva comunicato ai familiari di volersi recare, dopo esser andato via di casa in sella al suo motorino. Una zona quella delle ex cave, per altro già nota in passato per altri episodi analoghi e spiacevoli in cui altri ragazzi hanno deciso di suicidarsi.

L’intenzione palesata anche in questo ultimo caso era quella di compiere evidentemente un gesto estremo le cui ragioni, di natura strettamente personale e familiare, sono state confidate ai carabinieri che lo hanno fermato in tempo e ai quali l'uomo ha rivolto il suo commosso ringraziamento.        

                   

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