In campo da 202 anni: anniversario dell'Arma e premi per le operazioni

Oggi anche a Lecce le celebrazioni. Il colonnello Macrì ha richiamato alle sfide del futuro per i carabinieri

LECCE – Ieri sera, a Roma, presso la caserma di Tor di Quinto, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si sono svolte le celebrazioni per l’anniversario di fondazione dell’Arma dei carabinieri, che compiono 202 anni, un’istituzione che ha sempre seguito il passo dei tempi tanto che oggi è fra le più moderne ed efficienti, diffusa in modo capillare grazie a 4mila e 600 fra stazioni e tenenze su tutto il suolo italiano.

Non c’è ambito in cui i carabinieri non siano attivi: vicini al cittadino per i casi di criminalità comune, nelle grandi inchieste contro le grosse articolazioni malavitose e la mafia, arrivnaod fino lotta al terrorismo. Il tutto grazie anche alla costante innovazione tecnologica, in campo investigativo e gestionale.

I carabinieri, insieme alle altre forze armate, partecipano inoltre sotto l’egida di Nato, Onu e Unione Europea a tredici missioni internazionali, con ruolo di preparazione e formazione del personale anche di altre forze di polizia, in Italia e all’estero.

Oggi, anche a Lecce, presso il comando provinciale di  via Lupiae, si è svolta una più sobria celebrazione. Erano presenti autorità istituzionali provinciali e del distretto di Corte d’appello. Sono stati evidenziati i fondamenti dell’attività istituzionale ed è stato tributato il giusto riconoscimento a quei militari che si sono distinti in modo particolare nelle attività istituzionali. 

"Sono passati ben 202 anni ed oggi, 6 giugno, sulla scia di una secolare tradizione, celebriamo l'anniversario della fondazione dell'Arma, momento vissuto intensamente con lo stesso senso dello Stato, le stesse radicate motivazioni e la stessa fedeltà che animarono i carabinieri  di due  secoli fa”, ha detto nel suo discorso, il comandante provinciale, colonnello Nicodemo Macrì.

“L'Arma sta vivendo una  fase  di intenso e profondo rinnovamento”, ha aggiunto. “Moderne tecnologie, sistemi di indagini all'avanguardia, mentalità moderne e vincenti, approccio mirato e sinergico alle mutate e più agguerrite sfide criminali. Quotidianamente – ha proseguito – i carabinieri percorrono un cammino istituzionale, confortati dalla certezza di avere al loro fianco coloro che non vogliono più essere vittime    dell'arroganza, che non intendono piegarsi all'ingiustizia e che aspirano ad una società senza omertà e sopraffazioni”.

“La ricorrenza del 6 giugno – ha aggiunto il comandante - vuole costituire momento di riflessione, in cui trovano spazio bilanci e impegni che contraddistinguono la dinamica della nostra istituzione e rappresenta quindi l'occasione non solo per ricordare le azioni meritevoli dei nostri militari, ma anche per sottolineare il  lavoro quotidiano, fatto di piccoli e grandi sacrifici, di rinunce e di solidarietà verso i cittadini”.

Il colonnello Macrì non ha mancato di rivolgere “un pensiero riconoscente e commosso al capitano Giambruno Ruello che ha perso  la vita pochi giorni fa a Brindisi (una tragedia presso il poligono di tiro, Ndr), al maresciallo Silvio Mirarchi, vigliaccamente ucciso nei giorni scorsi a Marsala e a tutti gli altri colleghi vittime del dovere che si sono battuti in nome della Patria e delle istituzioni“.

Il comandante s’è poi brevemente soffermato sui “brillanti risultati” raggiunti nell’anno, ha rivolto un ringraziamento al procuratore Cataldo Motta e a tutta la magistratura, al prefetto Claudio Palomba e alle altre forze di polizia, “verso il comune obiettivo del bene supremo della collettività in un quadro di efficace ed armonica collaborazione”.

Ancora, “un pensiero grato va agli organi di rappresentanza militare che si impegnano quotidianamente per migliorare la  qualità di vita e del servizio del nostro personale”. Infine, un saluto a ufficiali, marescialli, brigadieri e carabinieri, con apprezzamento e gratitudine “per l'insostituibile opera che svolgete con dignità ed ammirevole passione”, ringraziando doverosamente anche le loro famiglie “che vi sostengono nel   quotidiano cammino e che con voi accettano rinunce e disagi”.

Momento particolarmente atteso è stato quello delle premiazioni per le attività sul campo.

Al capitano Biagio Marro, comandante del Nucleo investigativo, encomio semplice per le indagini sul duplice omicidio di Campi Salentina.

Al capitano Simone Clemente, oggi comandante della Compagnia di Tricase: encomio semplice per un’operazione che ha portato all’arresto degli autori di furti di bancomat, quando era all’opera nella provincia di Brindisi.

Al capitano Gaetano Roberto Mitola, comandante del Norm di Casarano, encomio semplice per le indaigni riguardanti l’omicidio Regoli.

Al luogotenente Daniele Garzia, ai masups Eugenio Musarò, Massimo Galconieri e Salvatore Corrado, agli appuntati scelti Matteo Dell’Anna, Antonio Mita, Giuseppe De Carlo e Stefano Tarantino, tutti del Nucleo investigativo, encomio semplice sempre per l’inchiesta sul duplice omicidio di Campi Salentina.

Al masups Antonio Manis e agli appuntati scelti Antonio Fredy Cursano e Antonio Vigliotti, tutti dell’Aliquota operativa del Norm di Casarano, encomio semplice sempre per la soluzione del caso riguardante l’omicidio Regoli.

Ai luogotenenti Gianluigi Vergaro ed Erminio Leo, al masup Angelo Stefanelli e al brigadiere Antonio Rizzo, tutti dell’Aliquota operativa del Norm della Compagnia di lecce, encomio semplice per l’operazione anticrimine “Alta marea”.

Agli appuntati scelti Santino De Giorgi, Andrea Accogli, Andrea Riccardi e Giuseppe Tanese, tutti della stazione di Racale, encomio semplice per gli arresti su rapine a farmacia e distributore carburanti.

Al masups Gianluca Pagliara, al maresciallo capo Silvano Marti, all’appuntato scelto Emilio Mazzei, tutti della stazione di Leverano, encomio semplice per salvataggio di un uomo con intenzioni suicide.

Agli appuntati scelti Sebastiano Calò e Maurizio Attanasi, della stazione di Galatina, encomio semplice per soluzione del caso su rapina ai danni di un supermercato.

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All’appuntato scelto Andrea Brignola della stazione di Tricase, encomio semplice per il salvataggio di una ragazza con propositi suicidi.

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