In carcere dopo tampone negativo. “Non ha simulato contagio, familiari positivi”

In merito all’arresto a Nardò di Luca Elio My nel novembre scorso si riportano le precisazioni rese dell’avvocato Andrea Frassanito su alcuni aspetti della vicenda

NARDO’ - In merito alla vicenda che ha portato all’arresto del 17 novembre scorso da parte degli agenti del commissariato di Nardò, di Luca Elio My, 36enne del posto, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di sorveglianza di Lecce, si riportano con questo articolo alcuni chiarimenti ad integrazione dei fatti sulla scorta delle precisazioni fornite dal legale dell’interessato, l’avvocato Andrea Frassanito.             

Secondo il resoconto delle forze di polizia, carte dei magistrati alla mano, gli agenti del commissariato neretino avevano infatti iniziato a cercare l’uomo senza esito almeno fino a domenica 15 novembre quando è stato rintracciato proprio nella sua abitazione. E qui, sostenendo di essere affetto dal Covid-19, non è stato possibile condurlo subito in carcere. Infatti Luca Elio My è stato condotto e ricoverato presso il reparto Covid dell’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina e sottoposto a tutti gli accertamenti. Ovviamente, piantonato giorno e notte dai poliziotti. Solo successivamente, quando l’esito degli esami e del tampone a cui, come di prassi, è stato sottoposto, hanno escluso il contagio da coronavirus, si è potuto eseguire l’arresto.

La precisazione resa da legale di My è riferita alla circostanza che il proprio assistito avesse realmente il timore di essere stato contagiato dal Covid-19 (presentava per altro sintomi compatibili  di febbre e tosse), essendo stato a contatto con la sua convivente e il figlio minore, posti in isolamento domiciliare fiduciario presso quell’abitazione, per una sospetta positività al virus poi confermata dall’esito del tampone effettuato il 19 novembre scorso. L’uomo dunque non avrebbe riferito di avere il Covid-19 nel tentativo di evitare l’imminente arresto.

“Non risponde al vero che My, in occasione del suo arresto, abbia finto di essere affetto da covid - scrive il legale Andrea Frassanito - è vero invece che costui abbia, nei giorni che hanno preceduto il suo arresto avvenuto, per altro, nella sua abitazione, avuto contatti diretti con familiari, la convivente e il figlio minore, risultati positivi al Covid, come da referto, ed in isolamento fiduciario domiciliare, e presentava sintomi compatibili con il contagio, febbre e tosse, che gli esami ai quali è stato sottoposto prima di essere tradotto in carcere, e  ai quali si sarebbe dovuto, in ogni caso, sottoporre, hanno escluso”.

Con ulteriore precisazione (non riferita comunque a questa testata) l’avvocato Frassanito chiarisce anche che “non rispende al vero che My, in occasione del precedente arresto, sia ricorso ad altro espediente per sottrarsi alla detenzione – farsi ingessare una gamba-. E’ vero invece che in tale occasione” scrive il legale, “My, in seguito ad un incidente stradale, aveva subito la frattura spiroide del 3° distale di tibia destra, con applicazione di gesso femoro-podalico, e con successiva sottoposizione, nel corso della detenzione, ad un primo intervento chirurgico per la riduzione e sintesi della frattura ed un secondo per la rimozione dei mezzi di sintesi, come da documentazione medica. Per i postumi della frattura My è stato riconosciuto invalido civile al 75 per cento”.                               

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