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In casa quasi mezzo chilo di eroina, l’arrestato si difende: “Non lavoravo più a causa del Covid”

Oggi, al termine dell’interrogatorio, l’operaio leccese finito in carcere due giorni fa, ha ottenuto i domiciliari. Al giudice ha raccontato: “Non sapevo come tirare avanti”

LECCE - Ha ottenuto i domiciliari Andrea Guido, l’operaio leccese di 34 anni finito in carcere due giorni fa, dopo che i carabinieri della Sezione radiomobile avevano trovato in casa sua stupefacenti di ogni tipo: cocaina, marijuana, hashish, Mdma ma soprattutto eroina per ben 433 grammi.

Ad “alleggerire” la misura cautelare disposta nei suoi riguardi è stata la giudice per le indagini (gip) Giulia Proto, all’esito dell’interrogatorio di convalida che si è tenuto in mattinata. Durante il confronto con il gip, il 34enne (assistito dagli avvocati Giuseppe Presicce e Maria Pia Scarciglia) ha raccontato di aver agito in quel modo a causa delle gravi difficoltà economiche, in particolare di aver perso il posto di lavoro in una grossa ditta italiana specializzata nella costruzione di grandi palchi per concerti, messa in ginocchio dalle restrizioni imposte per contenere la pandemia.

Già da tempo, i militari sospettavano che l’uomo avesse messo in piedi un’attività di spaccio, così per fugare ogni dubbio, giovedì, avevano atteso che rientrasse nella sua abitazione all’estrema periferia di Lecce, in una delle traverse di via Adriatica, per fargli visita.

Durante la perquisizione, addosso aveva piccole quantità di marijuana; altra “erba” e hashish, sempre in modiche quantità, le aveva consegnate lui stesso, ma questo non era bastato a fermare i carabinieri che attraverso un controllo più approfondito, erano riusciti a scovare il grosso della droga custodita in un armadio in camera da letto, distribuita in più contenitori: in uno, nel riso, involucri contenenti cocaina ed eroina; in un altro, invece, altra eroina, in pezzi solidi. Insomma, al termine delle verifiche erano stati sequestrati: 433 grammi di eroina, 6,45 grammi di cocaina, 7 circa di “erba”, 0,41 di hashish, una dose di Mdma per 0,5 grammi, e ancora un proiettile 7.62, la somma in contanti di 280 euro che era in due custodie per cd musicali, un bilancino e ritagli per confezionare le dosi.

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