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In cella De Marco scrive all’amica di corso: “A te, non avrei mai torto un capello”

Tra i manoscritti finiti nel fascicolo d’inchiesta sul duplice omicidio di via Montello, anche le missive scritte in carcere dall’omicida reo confesso: “Con te ero vero, non indossavo maschere”

LECCE -  “Finalmente ho ricevuto la tua lettera, la stavo aspettando da un botto di tempo e ho perso il conto di quante volte l’ho letta e anche di quante volte ho pianto. Come sto? A pezzi e non so se riuscirò a ricostruirmi. Sai in questo periodo, ho le idee molto confuse e pochissime certezze ma una di queste voglio condividerle con te: mi hai detto che per un po’ hai detto di non avermi mai conosciuto, ma in realtà ti posso assicurare che sei stata l’unica ad avermi conosciuto di più (…) Un Antonio fragile che con te non si è mai vergognato di farsi vedere un po’ più sfigato di come già appariva”, scrive questo Antonio De Marco un mese dopo essere finito in carcere per aver assassinato  l’arbitro Daniele De Santis e la fidanzata Eleonora De Santis, a una delle due amiche del corso di laura in Scienze Infermieristiche.

Si tratta dell’unica persona di cui l'assassino pare senta davvero la mancanza: “Sapevo che eri la persona giusta a cui dire certe cose e me ne hai dato la conferma nella lettera quando dici che hai continuato imperterrita a pensare che non ti avrei torto un capello… è vero!”, precisando che non avrebbe mai fatto male né a lei né all’altra amica con la quale avrebbe voluto allacciare una relazione ma dalla quale era stato respinto.

 E’ lei l’unica persona con la quale sarebbe riuscito ad aprirsi nei mesi più bui antecedenti al massacro di cui è stato artefice: “L’Antonio che andava in crisi, scherzava , si deprimeva e piangeva con te, era ed è vero, non era una maschera o qualunque altra cosa di questo tipo ed io sono veramente felice di avere mostrato questa parte di me, che non credevo nemmeno di avere, a te” .

“Tutti sanno di quel diario dove appuntavo tutti i miei momenti peggiori, in realtà ne esiste un altro ancora più segreto dove volevo scrivere anche i miei periodi migliori, ma purtroppo quelle pagine sono sempre rimaste bianche” si legge in un altro passaggio della missiva, in seguito al quale  ironizza: “Voglio riempirle adesso: mmh…vediamo…i miei momenti più felici sono… (così tanti che vorrei piangere, però rido, non sei l’unica a essere simpatica, scema). E poi ci sono i nostri abbracci che ora mi mancano un casino ”.

La lettera si chiude con alcune raccomandazioni: “Apprezza ogni persona che ti sta accanto, io non l’ho mai fatto. Sei hai ispirato fiducia a me, puoi farlo con chiunque e sei una confidente straordinaria, non perdere mai questa tua qualità perché è bellissima”.

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