In fuga durante un permesso premio, 29enne omicida resta in silenzio dinanzi al gip

Il gip di Velletri ha convalidato l'arresto (ma non la custodia in carcere) di Rosa Della Corte, la 29enne catturata dopo una fuga di 14 giorni. La donna sarebbe dovuta rientrare in carcere a Lecce, dove sta scontando una condanna a 18 anni per l'omicidio del fidanzato. Condanna per cui resta reclusa a Rebibbia

LECCE – Si è svolta questa mattina, nella sezione femminile del carcere di Rebibbia, l’udienza di convalida dell’arresto di Rosa Della Corte, la ragazza di 29 anni di Casandrino catturata dopo due settimane di fuga un’anonima villetta di Tor San Lorenzo, piccolo comune del litorale romano. La donna sarebbe dovuta rientrare in carcere a Lecce, dove sta scontando una condanna a 18 anni per l’omicidio del fidanzato (il militare Salvatore Pollasto, assassinato il 4 aprile del 2003) lo scorso 22 agosto,. Da allora, però, di Rosa (che stava usufruendo di un permesso premio) si erano perse le tracce. Quando i carabinieri avevano fatto irruzione, poco dopo le 12, era stata presa dallo sconforto di chi ha visto in un attimo svanire i sogni di fuga e libertà.

La 29enne, assistita dal suo legale, l’avvocato Carlo Gervasi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Una scelta dettata dal malessere psico-fisico palesato dalla Della Corte nelle ultime settimane, e da un forte stress. Il gip di Velletri ha convalidato l’arresto, ma non la custodia in carcere, pertanto per il reato di evasione la 29enne sarà giudicata a piede libero. La giovane donna campana rimane comunque reclusa per la condanna per omicidio. L’avvocato Gervasi ha presentato un’istanza di ricovero presso una struttura ospedaliera, rigettata dal gip. La donna rimane nel carcere di Rebibbia e difficilmente farà ritorno a Lecce, in virtù anche di una denuncia presentata contro il personale medico in servizio presso l’istituto di pena salentino. Sarà il magistrato di sorveglianza ora a decidere sul futuro della 29enne.

Rosa Della Corte è stata arrestata al termine di indagini ininterrotte coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Stefania Mininni, sono state condotte sul campo dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Maglie (guidati dal capitano Luigi Scalingi e dal tenente Rolando Giusti), in collaborazione con il comando di polizia penitenziaria di Lecce e con l’ausilio investigativo dei militari delle compagnie di Anzio e Ostia e della squadra mobile di Reggio Emilia. Un pool di investigatori che con una perfetta sinergia e un lavoro comune, svolto sotto l’egida della Procura, hanno arrestato e condotto in carcere la fuggitiva, che si trova ora a Rebibbia.

Attraverso l’analisi di numerosi tabulati telefonici di parenti e amici dell’evasa, è stato individuato prima il nuovo numero di cellulare utilizzato da Rosa e successivamente, attraverso un tracciamento di celle, la località di Ostia dove la stessa ha soggiornato negli ultimi giorni. In seguito, mediante intercettazione telefonica dell’utenza, gli investigatori hanno captato, nella tarda serata di ieri, una telefonata a un parente di Reggio Emilia. Gli inquirenti da quel momento hanno cercato incessantemente di capire l’eventuale collegamento nella zona di Tor San Lorenzo, dove è posizionata la cella agganciata dal telefono.

Ai riscontri tecnici e telefonici sono uniti quelli sul campo, attraverso l’acquisizione di importanti informazioni sul territorio, che hanno portato all’individuazione dell’abitazione di un cittadino romeno che ha ospitato la 29enne e con cui ha stretto amicizia nei giorni della sua latitanza. Grazie alla preziosa collaborazione dei carabinieri di Anzio, puntualmente indirizzati e coordinati dal Nucleo operativo di Maglie, questa mattina i militari hanno fatto irruzione nella villetta di Tor San Lorenzo, e Rosa Della Corte è stata arrestata mentre era ancora in compagnia del romeno, la cui posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti. L’uomo potrebbe essere indagato per favoreggiamento o concorso in evasione.

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Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno permesso di stabilire che la fuga della 29enne è stata preparata con cura. Dopo aver eliminato ogni traccia della corrispondenza con l’ex fidanzato (fondamentali si sono rivelate le lettere che il 26enne ha conservato per amore), la donna si è procurata una nuova utenza telefonica.  Anziché prendere il treno per Lecce, ha raggiunto la stazione di Aversa, per dirigersi verso il litorale romano. Le indagini dovranno stabilire chi, tra parenti e amici, fosse a conoscenza de piano di evasione e in queste due settimane abbia aiutato la fuggitiva. Rosa Della Corte avrebbe finito di scontare la pena nell’aprile del 2017, e presto avrebbe ottenuto (con ogni probabilità) i domiciliari. La sua fuga, improvvisa e inaspettata (aveva già usufruito di numerosi permessi premio) ha interrotto un percorso iniziato nel settembre del 2011, quando aveva varcato le porte del carcere di Lecce. Alla base, probabilmente, una forte depressione e un profondo malessere.

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