Cronaca

In gita da Altamura a Leuca per alleggerire le gettoniere della Basilica

Due ragazzi poco più che 18enne sono stati denunciati. Le videocamere di sorveglianza li hanno immortalati piuttosto bene

CASTRIGNANO DEL CAPO – Da Altamura fino al Capo di Leuca, ma non per ammirare il paesaggio mozzafiato sotto al faro, tantomeno per devozione verso il Santuario. Piuttosto, per alleggerirlo. A.F e C.D., poco più che 18enni della città in provincia di Bari celebre per il suo pane, pensavano probabilmente di averla fatta franca, dopo tanto tempo. E invece, qualche giorno addietro, sono stati contattati dai carabinieri della stazione altamurana, sollecitati dai colleghi di Castrignano del Capo, per verificare fino in fondo i sospetti maturati dopo una serie di indagini. E alla fine, sono crollati, hanno ammesso le loro responsabilità e ora rispondono di furto aggravato in concorso.   

Il furto in questione risale al 4 gennaio scorso. I due giovanotti, in “gita” nel Salento, hanno deciso i raggiungere la Basilica famosa nel mondo, sulla sommità di Leuca, da cui si domina una visuale indimenticabile. Solo che i due erano più interessati alle gettoniere delle offerte, che a scattare foto ricordo vicino alla cascata monumentale dell’Acquedotto pugliese. E così, fatto il loro ingresso nella Basilica, con estrema nonchalance hanno iniziato a frugare ovunque, saccheggiando dalle cassette i soldi lasciati dai fedeli. Non proprio un’operazione avveduta, visto che nel luogo pullulano  le videocamere. Perché sarà pur vero che l’occhio del Padreterno vede tutto, ma per le denunce in caserma ci deve pensare l’uomo.

E la denuncia è stata presentata veramente, il  17 febbraio scorso, presso i carabinieri di Castrignano del Capo. Difficile stabilire quanto i ladruncoli abbiano arraffato dalle gettoniere, ma la somma deve essere stata cospicua. I carabinieri hanno acquisito i filmati di videosorveglianza interni ed esterni. Ed è in questo modo che sono riusciti a scovare l’autovettura utilizzata per raggiungere Santa Maria di Leuca, una Polo Volkswagen.

Ricostruendo la targa da alcune cifre, è stata così identificata prima di tutto la proprietaria dell’auto, la madre di uno dei due giovanotti, residente ad Altamura. Da qui, anche a chi la usa abitualmente, cioè proprio i due ragazzi, che sono stati controllati più volte, insieme, a bordo di quell’auto. Ed ecco anche a cosa servono i controlli sulle strade, oltre che per rilevare l’eventuale presenza di alcool.

Grazie alla collaborazione dei carabinieri di Altamura, i ragazzi sono stati convocati presso il comando per essere identificati. Alla fine, hanno ammesso le loro colpe. I soldi, però, non li hanno riconsegnati. Ormai, li avranno spesi tutti.

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