Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

In ospedale per seguire una terapia, ma muore: sono sette i medici indagati

Mario Apollonio, 80 anni, di Merine, è spirato dopo qualche giorno. Sul caso la Procura ha aperto un fascicolo, dopo denuncia della famiglia

LECCE - Entra nell'ospedale di San Cesario di Lecce per sottoporsi a una terapia che avrebbe dovuto migliorare la qualità della sua vita. E, invece, Mario Apollonio, 80 anni, di Merine, è spirato dopo qualche giorno. Adesso, sulle cause della sua morte, avvenuta lo scorso 4 giugno, vuole vederci chiaro la Procura di Lecce. Nelle scorse ore, a seguito della denuncia della moglie dell'uomo, un'ex infermiera, e della figlia, il pubblico ministero Paola Guglielmi ha aperto un fascicolo d'inchiesta iscrivendo i sette medici che ebbero in cura l'anziano. 

Il magistrato ha inoltre fissato per il 21 giugno, alle 9.30, l'udienza al termine della quale si procederà alla riesumazione del cadavere e all'autopsia che sarà svolta dal medico legale Roberto Vaglio. Stando al contenuto della denuncia sporta dalle due congiunte dell'uomo, attraverso l'avvocato Benedetto Scippa, Apollonio è entrato nell'ospedale di San Cesario, il 29 maggio; era in buona salute e doveva risolvere solo il disturbo alla gola causato dalla presenza di muco.

Al termine dei trattamenti previsti dalla terapia, però, il paziente lamentava vampate di calore. La pressione, tuttavia, secondo le querelanti e da quanto emergerebbe dalla cartella clinica visionata dal legale, gli sarebbe stata misurata una volta il giorno del ricovero, tre volte il giorno seguente e una la mattina successiva. Non sarebbero state annotate informazione sulle condizioni di salute relative ai giorni seguenti fino a quello del decesso. La verità su cosa sia realmente accaduto e se i medici (la cui iscrizione sul registro degli indagati è un atto dovuto) abbiano avuto delle responsabilità, potrebbe emergere già dall'autopsia.

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