Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

In più di duemila invadono la città. E l'anfiteatro

Lecce: in concomitanza con la discussione del decreto Gelmini alla Camera, scolaresche e universitari hanno invaso stamani le vie principali della città. Presi d'assalto anche i suoi luoghi storici

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LECCE - Una grande manifestazione degli studenti medi ed universitari questa mattina. Già alla partenza dal palazzo "Codacci-Pisanelli" secondo le forze dell'ordine i manifestanti erano circa 1500.

Ma già dopo mezz'ora, ragazzi provenienti da altre scuole sono sopraggiunti per dare rinforzo ad un fronte già molto compatto, raggiungendo un numero che non va sotto le 2500 persone. Alcune scuole, pur non aderendo in modo massiccio, hanno comunque inviato una delegazione di rappresentati, come nel caso dell'Olivetti, che risulta comunque in stato di autogestione.

Completamente bloccate viale dell'Università e viale Calasso già alle 9.30. Il corteo è proseguito per tutto viale di Pietro, costeggiando la Prefettura e invadendo infine piazza Sant'Oronzo.

Sempre più agguerriti gli studenti, muniti di petardi e fumogeni, ma non si sono registrati scontri e la manifestazione si è svolta in modo pacifico. Stracciati i manifesti che annunciano la visita del Presidente della Camera Gianfranco Fini a Lecce lo scorso fine settimana, duramente contestato durante la sua visita al rettorato.

Numerosi i cori contro la riforma Gelmini in discussione quest'oggi alla Camera e contro il Governo: "La nostra cultura vi fa paura", uno degli slogan più gridati, insieme a "Noi la crisi ve la creiamo". Mentre a Roma gli studenti cercano di raggiungere Montecitorio, a Lecce l'Anfiteatro romano è stato invaso dagli striscioni degli studenti. Il tradizionale presepe, dovrà aspettare lo sgombero. Non è il primo luogo rappresentativo della città ad essere "occupato" dagli studenti: ieri anche su Porta Rudiae l'ormai celebre striscione fantasma "Il diritto allo studio non ce lo ruby" ha fatto la sua comparsa.


Gli eventi sia a Lecce che in tutte le altre città d'Italia, seguono il ritmo di quanto filtra dalla Camera dei Deputati. E l'approvazione del decreto vede momento di alti e bassi.

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