Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

In tremila dicono "vaffa"ai parlamentari condannati

Successo oltre le previsioni anche a Lecce per il "Vaffanculo day" di Beppe Grillo e il gruppo dei "Meetup". Famiglie, giovani e pensionati hanno atteso ore prima di firmare per un "Parlamento pulito"

"Non ci aspettavamo tanta partecipazione". E poi sorrisi e soddisfazione che si taglia nell'aria. Il sabato pomeriggio leccese del "vaffa" vola oltre le più rosee previsioni e il numero delle firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare "Per un Parlamento pulito", voluta da Beppe Grillo e sostenuta dai gruppi del Meetup, supera di gran lunga quota 2.600, il numero dei moduli fatti preventivamente vidimare dagli organizzatori presso la Corte d'appello di Lecce. Piazza Sant'Oronzo, dove si è svolta la manifestazione in contemporanea con altre 300 piazze d'Italia, è stata presa d'assalto fin dalle prime ore del pomeriggio. Intere famiglie con al seguito bambini, gruppi di giovani, pensionati, la società civile (come si dice in questi casi), i residenti delle città virtuali della Rete meravigliosamente materializzatisi per mandare a quel paese i politici che grazie alla politica si sono sistemata con gli anni la vita, hanno pazientemente aspettato il loro turno per ore prima di firmare a sostegno di una idea. Che ora vale qualcosa come 300mila sottoscrizioni raccolte in tutta Italia, proposte di legge, nel concreto, che i nostri parlamentari faranno sempre più fatica a ignorare: "No ai parlamentari condannati": no ai 25 parlamentari condannati in Parlamento. Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio. "Due legislature": no ai parlamentari di professione da venti, trent'anni in Parlamento. Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. Le regola è valida retroattivamente. "Elezione diretta": no ai parlamentari scelti dai segretari di partito. I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

E così Lecce e la sua provincia, territorio politicamente rigido e diffidente, da destra a sinistra, di fronte le iniziative orfane di lasciapassare partitico, hanno voluto scendere in piazza per sottoscrivere quelle tre formulette che dovrebbe essere alla base di una moderna democrazia. "Scusate - chiede una coppia in abito da sera rivolgendosi ad un organizzatore - veniamo da Casarano e siamo qui a Lecce perché a breve dobbiamo fare da testimoni ad un matrimonio in una chiesa qui vicino. Vorremmo firmare senza fare la fila, altrimenti rischieremmo di far saltare la cerimonia, ci date una mano?". Per dire. Sono queste le persone che hanno firmato per un Parlamento pulito, e con loro intere famiglie e ragazzi che della politica fatta nei palazzi e decisa nelle segreterie dei partiti non ne vogliono più sapere.

Non ci sono bandiere da sventolare né vessilli politici da esibire. E' questa la grande novità: l'assenza delle icone della politica ridotta a casta e privilegi, secondo il popolo del "V-day". "Questi sembravano tutti giovani acqua e sapone - dice un pensionato - sono sinceri e in giro non ci sono bandiere di partito. Chiedono tre punti semplici, come quello che dice no ai 25 parlamentari condannati in Parlamento e poi che nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in attesa di giudizio. Ma come è possibile - aggiunge - che gente come questa siede ancora in Parlamento con stipendi da fare invidia e che ha ancora il coraggio di parlare di legalità?".

"Non pensavamo ad una affluenza così alta - dice Arnaldo De Francesco, avvocato leccese di 35 anni, uno dei coordinatori del "Meetup" salentino - e i primi dati che ci arrivano da tutta Italia parlano già di 300mila firme raccolte. Qui a Lecce stiamo per terminare i moduli? d'altronde non immaginavamo una risposta di partecipazione così alta e ampiamente condivisa da tutte le espressioni della società. Vuol dire che le persone hanno davvero voglia di promuovere solo persone in grado di formare un Parlamento pulito".

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