Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Inail, Inps, Inpdap a rischio chiusura. Sindacati alzano barricate contro i tagli

La grande manifestazione odierna dei lavoratori impiegati nei tre istituti accende un faro sui rischi connessi alla riduzione di personale e risorse. "Verso la paralisi del sistema, ne faranno le spese anche gli utenti finali"

 

LECCE - Gli uffici provinciali di Inps, Inail ed Inpdap a rischio chiusura: l’allarme è lanciato dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Cisal ed Ugl nel corso di una manifestazione indetta sotto la prefettura di Lecce. Nel centro del mirino i cosiddetti “saldi” decisi dal governo tecnico in vari settori della spesa pubblica, secondo una logica di tagli indiscriminati e lineari che “potrebbero ledere l’utenza finale”.

In ballo ci sono la qualità e la tempistica dei servizi erogati al cittadino, che rischiano di tradursi in file chilometriche e tensioni agli sportelli per ricevere i sussidi di disoccupazione, la pensione, le prestazioni economiche e sanitarie inail, per effetto della riduzione del personale impiegato nei vari istituti.

La legge sulla spending review sta per abbattersi, infatti, come una mannaia sull’intero comparto, comportando una riduzione di personale di oltre il 10 percento. Una fetta consistente di lavoratori potrebbe essere messa forzatamente in pensione, in mobilità o addirittura licenziata. Senza contare la storica carenza che si registra negli uffici locali, dove per effetto del blocco del turn over, i dipendenti in uscita non vengono rimpiazzati.

Per questo governo Monti, noi siamo solo dei numeri. – denuncia il referente Ugl, Ruggero Polito – I tagli colpiscono la produttività e gli incentivi, anziché toccare gli sperperi delle internalizzazioni e delle consulenze”. A pagare il conto in rosso provocato da altri, secondo i sindacati, è sempre l’ultimo anello, il più debole della catena: il lavoratore.

E persino sul caso di un istituto con il bilancio in attivo, come l’Inail, si allunga l’ombra della privatizzazione: “L’istituto è un serbatoio di denaro che può far gola alle lobby assicurative. Se anche le assicurazioni finiranno nelle mani dei privati, così come la sanità pubblica, chi non ha il denaro sufficiente non potrà coprire gli infortuni”. L’istituto di assicurazione sul lavoro, incalza Polito, è già stato soggetto ad una svendita di immobili tramite cartolarizzazione: “Chi sono i manovratori di quest’operazione? E quali interessi ci sono dietro?”.

Se il pubblico impiego va incanalato nel binario delle “giuste riforme”, i sindacati storcono il naso anche di fronte al disegno di legge di stabilità, al vaglio del parlamento nei prossimi giorni, per il quale sono già stati presentati alcuni emendamenti correttivi. “Le norme stabilite dal governo hanno ridotto gli stanziamenti per i progetti speciali destinati al miglioramento delle prestazioni garantite ai cittadini”, precisa Salvatore Caricato di Usb. In altre parole, senza queste somme destinate ad orari di lavoro straordinario, l’iter di completamento delle pratiche si rallenterebbe ulteriormente. “Con evidente danno per i cittadini che si rivolgono agli sportelli per tutte le esigenze della loro vita, dalle cure mediche per gli infortuni fino alla pensione”. Questa è una battaglia che non può trovare soli i lavoratori: i sindacati reclamano la solidarietà dei cittadini ed hanno rappresentato al prefetto di Lecce il forte rischio di una “paralisi” del sistema. 

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