Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca Via Brindisi

Squinzano ha una nuova caserma. Inaugurato l’immobile strappato alla Scu

Un complesso immobiliare di circa 800 metri quadrati, appartenuto a Gaetano Giangrande e Oronzo Levante, è passato nelle mani dell'Arma dei carabinieri, dopo la confisca avvenuta nel 2004. Riconvertito in uffici e alloggi per i militari, l'intervento è costato alla Comunità europea 750mila euro

Un momento dell'inaugurazione

SQUINZANO – Da entrambi i lati,  drappi azzurri della Comunità europea alternati al tricolore, nell’anno in cui si celebra il ventennale del Trattato di Maastricht. Via Brindisi, a Squinzano, questa mattina, è stata addobbata per almeno un centinaio di metri, trasformando la cittadina a nord di Lecce, in un crocevia di esponenti politici e autorità militari.

Squinzano ha una nuova caserma, strappata alla criminalità, attiva dallo scorso 10 marzo e inaugurata ad esattamente tre mesi di distanza. L’edificio è passato dalle mani della Sacra corona unita all’Arma dei carabinieri. Un complesso immobiliare di circa 800 metri quadrati, composto da locali commerciali e abitazioni, appartenuti a Gaetano Giangrande e Oronzo Levante, ai quali gli immobili furono sequestrati fino alla confisca definitiva avvenuta nel 2004. E che ora sono diventati uffici e scantinati a disposizione dei militari, assieme agli alloggi di servizio posti al primo e secondo piano, così come avvenne nel 2011, con un'altra villa apprtentene sempre a Giangrande, che ora ospita gli uffici della Guardia forestale.

Con una cerimonia, all’insegna della sobrietà in voga negli ultimi tempi,  sono stati dunque celebrati il recupero e la riconversione della caserma, possibili grazie alla misura 2.5 del Pon "Sicurezza 2007-2013". Come madrina della mattinata è stata scelta Federica Giaccari, la 29enne madre di un bimbo di neppure due anni e vedova di Manuele Braj, il militare di Collepasso deceduto il 25 giugno dell’anno scorso, a seguito di un’esplosione avvenuta in Afghanistan, dove il 30enne si trovava in missione e dove, solo due giorni addietro, ha perso la vita un altro giovane uomo, Giuseppe La Rosa. Ricordato con commozione questa mattina.

Quello della ristrutturazione della caserma di Squinzano - punto strategico della malavita in passato, con "rigetti post operatori" anche presenti dei quali le cronache stanno tornando a ridiscutere - rappresenta un intervento straordinario e insolito dal momento che il provvedimento prevede generalmente la riconversione dei beni confiscati in luoghi da destinare alle attività sociali. In questa occasione, invece, così come avvenuto in altre tre città del Mezzogiorno, come a Gioia Tauro, in Calabria, l’immobile è stato trasformato in presidio di legalità.

Così come ha ribadito lo stesso comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Maurizio Ferla, il quale ha invitato gli abitanti di Squinzano a non avere paura, esortandoli ad affidarsi alla legge. “Questo stabile non rappresenta una sistemazione logistica più sicura. Questa è la nuova casa della legalità che si sostituisce al simbolo dell’ostentazione criminale, della sopraffazione e dell’oscuro controllo sul territorio”, ha proseguito davanti ai rappresentanti istituzionali, tra i quali il prefetto, Giuliana Perrotta, il questore Vincenzo Carella e il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone e Raoul Prado, rappresentante della Commissione europea, grazie alla quale è stato possibile rintracciare i 750mila euro necessari per l’intervento.

Assieme alla corposa rappresentanza dell’Arma, tra cui il comandante  della Legione carabinieri Puglia, Claudio Vincelli e i sei militari che coordinano le compagnie locali e i colleghi dei vari reparti. Presenti, inoltre, alcuni esponenti del panorama politico locale hanno assistito al taglio del nastro della nuova caserma, dopo la benedizione da parte del cappellano militare dell’Arma, don Mario Proietti sebbene, dettaglio curioso, del consiglio comunale, ci fosse soltanto il neo primo cittadino, Mino Miccoli, e la presidente del consiglio comunale, Fernanda Rita Metrangolo. Ma non vi era traccia del resto della giunta, mimetizzata, forse, tra il resto del pubblico.

 Oltre al senatore del Movimento cinque stelle, Maurizio Buccarella, erano infatti presenti anche Loredana Capone, Antonio Buccoliero di Mep, Rocco Palese. E, ancora, i democratici Antonio Maniglio, Teresa Bellanova e Salvatore Capone. Quest’ultimo ha fatto sapere come  sia “Particolarmente significativo che, nel mentre si ripetono episodi criminali contro amministratori del nostro territorio, contemporaneamente venga inaugurata oggi la nuova caserma dei carabinieri a Squinzano”. Parole alle quali hanno fatto eco quelle della deputata Bellanova: “Una strada, quella delle confisca dei beni, che bisognerà percorrere sempre più marcatamente. Uno dei modi di colpire al cuore il crimine organizzato”. IN pratica, "Una sconfitta sociale ed economica della malavita sul nostro territorio”. Così come ha aggiunto Loredana Capone.

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