Cronaca Centro

Polizia scientifica lascia le “impronte”: taglio del nastro per la mostra fotografica

Inaugurato in mattinata il percorso espositivo, già presentato martedì, presso l’Ex Convitto Palmieri. Vsitabile fino a venerdì 25

Uno dei totem espositivi.

LECCE – Questa volta è lei a lasciare le proprie “impronte”. Dall’identificazione di Benito Mussolini alla strage di Ustica, passando anche dall’omicidio di Giovanni Falcone per poi approdare agli sbarchi dei migranti sulle coste salentine. Se c’è qualcuno che, in un continuum storico, ha avuto a che fare con gli eventi più disparati della cronaca dell’ultimo secolo è, appunto, la polizia scientifica.IMG_8817-2

È di questa mattina, infatti, il taglio del nastro della mostra fotografica che, per sole tre giornate, sarà visitabile a Lecce, presso il chiostro dell’ex Convitto Palmieri. L’itinerario fotografico è un vero e proprio archivio degli scatti più simbolici dell’attività della scientifica, alcuni dei quali molto famosi, finiti sui libri di storia ed entrati di diritto anche tra le pagine della fotografia italiana. “Frammenti di storia”, questo il titolo del tragitto visivo che ripercorre cronologicamente e fotograficamente gli ultimi decenni. A partire da oggi e fino a venerdì 25, infatti, cittadini e classi scolastiche potranno accedere, gratuitamente, alla mostra, i cui particolari erano stati già illustrati nella giornata di martedì, in una conferenza stampa presso la questura di Lecce. Assieme alla mostra, inaugurata alla presenza del questore del capoluogo salentino, Leopoldo Laricchia, del prefetto Maria Teresa Cucinotta e di tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine, saranno visitabili in esclusiva anche altri “strumenti” a disposizione della polizia scientifica.IMG_8566-2

Non soltanto le vecchie macchine fotografiche usate dai poliziotti, quelle visibili ormai solo in vecchi film, ma anche il kit del buon investigatore. All’esterno, inoltre, due altri ingombranti “reperti”: si tratta dei mezzi in dotazione agli agenti della scientifica. Uno, più piccolo. L’altro, un vero e proprio ufficio mobile. Entrambi si spostano in Puglia nei casi in cui è più conveniente traslocare tutto il reparto, invece di inviare la strumentazione sul posto. Non soltanto efferati omicidi o casi irrisolti. Ma anche quello dello sbarco dei migranti. Grazie all’ufficio mobile, con all’interno tutta la strumentazione necessaria, gli agenti possono ad esempio identificare i cittadini stranieri grazie alla macchina per il fotosegnalamento, a quella per le impronte digitali e ai computer dai quali è possibile accedere alle banche dati. Insomma, nel Terzo millennio meno lenti di ingrandimento e più wi-fi per i nuovi investigatori. E i bambini, visitando la mostra, potranno toccare la differenza con mano.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Polizia scientifica lascia le “impronte”: taglio del nastro per la mostra fotografica

LeccePrima è in caricamento