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Cronaca

Incarichi in tribunale in cambio di denaro, favori e regali: i retroscena dell’inchiesta

Sono sei le contestazioni finite nel decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Potenza a carico dei nove indagati. Si ipotizzano i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti e tentata concussione

LECCE - Nomine in cambio di favori e regali: è questo il cuore dell’inchiesta che vede indagato il giudice della sezione fallimentare del Tribunale di Lecce Pietro Errede, leccese di 56 anni, quattro avvocati, tre commercialisti e la sua cancelliera.

Sono sei gli episodi sui quali la Procura di Potenza sta cercando riscontri e che sarebbero stati riferiti da testimoni oculari, sulla cui identità, in questa fase, viene mantenuto totale riserbo.

Il più recente risalirebbe ai primi di giugno: Errede, in qualità di magistrato in servizio nella sezione Esecuzioni, nel Palazzo di via Brenta, in violazione del principio di turnazione degli ausiliari avrebbe imposto agli amministratori incaricati, il nominativo di Marcello Paglialunga, 52 anni, di Nardò. Questo è risultato essere il titolare di una società coinvolta in una causa legata alla cessione di un ramo d’azienda da parte di un’altra società soggetta a una procedura fallimentare aperta proprio presso la stessa sezione di cui fa parte il giudice Errede. Giudice che, sospettano gli inquirenti, avrebbe ricevuto da Paglialunga una collana tennis in oro con brillanti.

I reati ipotizzati sono dunque di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione in atti giudiziari. Lo stesso vale anche per un’altra contestazione, relativa al periodo tra ottobre e novembre del 2021, che stavolta tira in ballo Errede, la sua cancelliera Graziella De Masi, 66 anni, di Lecce, l’avvocato Giuseppe Positano, 53 anni, di Lecce, e Giuseppe Evangelista, 57, di Lecce. Quest’ultimo, sempre in violazione dei principi di turnazione degli ausiliari, avrebbe ottenuto un incarico e, in cambio, il giudice avrebbe avuto ricevuto informazioni su una procedura di vendita giudiziaria di un immobile, relative al numero e a i nominativi dei partecipanti alla gara, allo scopo che ad aggiudicarsela fosse una sua familiare, e la proposta di nomina di Positano come coadiutore; la cancelliera, invece, avrebbe ottenuto diverse somme di denaro.

Errede ed Evangelista, dunque, sono indagati anche per il reato di turbata libertà degli incanti.

Lo stesso giudice avrebbe assegnato incarichi, sempre senza rispettare il principio di turnazione, anche a Emanuele Liaci, 54 anni, di Gallipoli, e a Rosanna Perricci, 52, di Monopoli, ricevendo in cambio favori e altre utilità.

Nell’inchiesta, si ipotizza anche l’accusa di tentata concussione, poiché Errede, al quale era stata assegnata una procedura di controllo giudiziario di un’azienda, avrebbe costretto gli amministratori a nominare come aiutante l'avvocato Antonio Casilli, 59 anni, di Lecce. Il compenso di quest’ultimo sarebbe stato poi ripartito con il collega Alberto Russi, 53, originario di Galatina e già consigliere comunale di Lecce, al quale il giudice è legato affettivamente.

Si legge tutto questo nel decreto firmato dal procuratore Francesco Curcio e dai sostituti Emiliana Busto ed Elena Mazzilli, in ragione del quale ieri sono state eseguite diverse perquisizioni dai finanzieri del nucleo di polizia economico-fnanziaria di Lecce, al termine delle quali sono stati sequestrati materiale cartaceo e dispositivi informatici.

Si tratta come detto di ipotesi di reato e non di un verdetto di colpevolezza. Saranno dunque gli accertamenti della Procura a stabilire eventuali responsabilità da parte dei nove indagati.

A difenderli ci penseranno gli avvocati Francesco Vergine, Amilcare Tana, Giancarlo dei Lazzaretti e Luigi Suez.

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