Cronaca

Incastrato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza confessa altri quattro furti. Denunciato

Dopo due settimane di indagini meticolose gli agenti delle volanti della polizia hanno individuato il'autore del furto commesso ai danni del bar Tito di via Abba il 20 luglio scorso. L'uomo, un 33enne, ha poi confessato altri colpi messi a segno in città

LECCE – Che sia l'autore dei vari furti seriali ai bar della città? Per ora è indagato in stato di libertà, da parte sua vi sono delle ammissioni, ma sostiene di non ricordare dove abbia agito esattamente. E questo perché, ogni colpo sarebbe stato messo a segno sotto effetto di sostanze stupefacenti, in particolare eroina. Avrebbe agito dunque sempre in stato di trance, senza però mai focalizzare bene, una volta "risvegliatosi", in quali esercizi sarebbe entrato. 

Di una cosa sono certi, gli agenti delle volanti della polizia: è lui l'autore del furto commesso ai danni del bar Tito di via Abba il 20 luglio scorso. L’individuazione è giunta dopo un minuzioso lavoro di indagine e approfondimenti su alcuni fotogrammi del video estrapolato dalle telecamere di sorveglianza, che hanno permesso di stringere il cerchio intorno al giovane, pluripregiudicato e tossicodipendente leccese di 33 anni.

D.A., al momento del furto, ha cercato di nascondersi indossando un casco integrale. Circostanza che non ha scoraggiato gli agenti che, attraverso un fotogramma, hanno riconosciuto la sua fisionomia (grazie anche a un vistoso tatuaggio tribale) sul braccio destro e si sono messi sulle sue tracce.

In mattinata le volanti hanno individuato e condotto in questura l’uomo che, preso atto delle prove raccolte a suo carico, ha immediatamente confessato di essere l’autore del furto di via Abba, ma anche di almen altri quattro furti ad esercizi del centro della città (senza, appunto, sostenere di ricordare quali) consegnando, tra l’altro, agli agenti un coltellino (modificato in una sorta di spadino) usato per forzare le serrature degli esercizi. Il 33enne è stato denunciato in stato di libertà, come detto, e in più ha fornito un dettaglio: fra le altre cose, ha rubato "gratta e vinci" perché grazie a quelli poteva raccogliere mediamente quelle 150-200 euro che gli permettevano di acquistare stupefacenti. 

Tra i vari bar colpiti di recente, si ricorderà, oltre a Tito ci sono il Caffè Libertà, il bar Galleria Mazzini, il The Trend Cafè, il bar Oberdan. Ebbene, giusto quattro e quindi è possibile che i luoghi che non ricorda siano proprio quelli. Difficile, invece, che possa aver partecipato anche al colpo nel Doppiozero, perché in quel caso le telecamere hanno immortalato due persone.

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