Notte di incendi sul litorale adriatico. Cinque veicoli distrutti dai vandali

Una Fiat Panda, due Punto, una Citroen C3 e una Lancia Y sono state avvolte dalle fiamme che, tra le tre e le cinque, alcuni piromani hanno appiccato all'ingresso della marina di San Foca. I malviventi hanno lanciato cubetti di carbone all'interno dell'abitacolo, dopo aver mandato in frantumi i vetri dei finestrini

I vigili del fuoco (Foto di repertorio)

SAN FOCA (Melendugno) – Cinque autovetture, parcheggiate sulla litoranea che congiunge San Cataldo a San Foca, all’altezza di Torre Specchia, sono state incendiate tra le tre e le cinque di questa mattina. Si tratta di due Fiat Punto, una Fiat Panda, una Citroen C3 e una Lancia Y, tutte a andate a fuoco per mano di una banda di piromani, responsabile della serie di atti vandalici che costeranno ai proprietari dei mezzi svariate migliaia di euro di danni.

All’arrivo dei vigili del fuoco del comando provinciale, sopraggiunti assieme ai carabinieri della compagnia di Lecce, le lamiere dei cinque veicoli erano ormai consumate dalle fiamme. Gli autori del gesto, dopo aver mandato in frantumi i vetri dei finestrini, hanno lanciato all’interno dell’abitacolo decine di cubetti di carbone, generalmente utilizzati per far attecchire in fretta il fuoco dei camini o dei barbecue. Alcune tracce sono state rinvenute dai militari dell’Arma, durante il sopralluogo eseguito all’alba.

Gli investigatori hanno puntato, sin dal primo momento, sulla natura vandalica del gesto nonostante  il fatto che quella porzione di litoranea, in vista di un concerto reggae, ieri sera sia stata più volte battuta dai militari della guardia di finanza.  Non è la prima volta che la marina di Melendugno balza alla cronaca per episodi analoghi, legati agli incendi ai danni di auto. Lo scorso 20 luglio, infatti, un incendio colpì tre veicoli, parcheggiati nello stesso punto, nei pressi dell’ex centro “Regina Pacis”. I mezzi, posteggiati a ridosso delle pineta di fronte ad alcuni lidi, furono dati alle fiamme, con il rischio di travolgere anche alcune abitazioni della zona.

Un fatto di cronaca molto simile a quello che, nell’estate del 2012, vide altre autovetture carbonizzate nelle vicinanze dell’oasi protetta “Le Cesine”. Nella stagione estiva precedente, quella del 2011, due auto furono addirittura lanciate da una scogliera mentre i titolari si stavano godendo un concerto in uno dei numerosi locali presenti sul litorale adriatico.

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